Checkmate – Chiromanzia

di Redazione | 18 Gennaio 2022 @ 06:03 | CHECKMATE
Chiromanzia
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Il vocabolario Treccani definisce la chiromanzia come “arte divinatoria, che presume di indovinare l’indole, i sentimenti e il destino d’una persona, mediante l’esame della forma della mano e delle linee del palmo”.

Comunemente parliamo la “lettura della mano” e immaginiamo una florida signora, anziana, vestita in modo stravagante, che vende predizioni del futuro ricavate dall’esame delle pieghe delle mani. A questa immagine associamo quella della “cartomante”, che basa la stessa previsione sulle carte dei tarocchi che estra e di fronte alla cliente. Il giocatore di bridge è anche lui un chiromante (o cartomante) ma le mani (o carte) che legge sono quelle tenute in mano dagli avversari. Si parla ancora di “lettura della mano” ma il significato è del tutto diverso. Se il giocatore è pigro, cerca anche lui di “divinare” chi ha l’Asso di Picche e chi la Donna di Fiori; se è più serio, si affida al “dedurre” da ciò che vede, anziché cercare di indovinare. Nel bridge, la lettura delle mani coperte è un processo logico, che corrisponde al pensare le cose giuste; l’americano Mike Lawrence usa l’acronimo DIDD: delicate interpretation of delicate data. Questi dati delicati sono essenzialmente tre: la licitazione, la carta d’attacco e, in seguito, le comunicazioni insite nelle carte giocate. La prima carta intavolata dalla difesa contiene molto spesso un’informazione sulla ripartizione delle carte rilevanti ai fini del gioco di quel colore. Il caso più semplice è quello della cosiddetta “testa di sequenza”; vediamo due mani d’esempio. L’attacco di Q di Fiori contro il contratto di 4 Picche, in assenza di interventi in licita, permette di localizzare altre due carte rilevanti ai fini del gioco del colore: Asso e Fante. Ovest non ha certamente attaccato sotto Asso, quindi questa carta si trova in Est. Il Fante invece sta con la Donna, assieme probabilmente al 9. Per la distribuzione, è possibile che la Donna sia secca, ma molto più probabile è che venga da palo quarto o più lungo: il che lascia in Est un Asso non più che terzo. Leggere QJ9x(x) in Ovest per Ax(x) in Est salva dal suicidio di coprire la Donna con il Re: la presa d’Asso ed il ritorno verso la forchetta J9 farebbe perdere tre prese nel colore, con il down garantito dall’Asso d’atout. La lettura della carta d’attacco porta a star bassi del morto: così il Re secondo al morto per il 10 secondo in mano diventano una forchetta contro il J di Ovest, che proseguendo a Fiori garantirebbe al dichiarante una presa, oppure il blocco del colore. Questa lisciata non garantisce il contratto, ma aumenta le probabilità di realizzarlo (sarebbe battuto solo se l’Asso di Fiori fosse secondo in Est e quello di Cuori in Ovest, non più che terzo, a condizione che il primo difensore continui a Fiori, per poi dare un taglio al compagno quando in presa con l’Asso d’atout). Nella seconda mano (contratto 5 Quadri, attacco K di Cuori) si ha una situazione simile: l’individuazione della sequenza KQ in Ovest permette di filare l’attacco per creare un doppio fermo in caso di prosecuzione; ciò consente di obbligare un cambio di colore, dando il tempo al dichiarante di battere gli atout e poi affrancare una extra-vincente su cui scartare la seconda perdente nel colore d’attacco. Se Asso e Fante fossero entrambi nella mano di Sud, la lisciata verrebbe chiamata “colpo di Bath” (dalla città in cui fu effettuata la prima volta nota) ma la ripartizione dei due onori non cambia la situazione, che quindi è una variante del colpo. L’attenzione a cosa dicono le carte giocate dagli avversari, specialmente quella d’attacco, mostrano la forma più semplice di lettura della mano. Questo è un argomento di importanza primaria nel gioco della carta, nel bridge e va studiato in tutti i suoi aspetti, che non sono pochi.


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