Checkmate – Bridge, Tempo e modo

di Enrico M. Rosati | 27 Giugno 2022 @ 06:15 | CHECKMATE
Batti un
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L’AQUILA – Tempo e modo sono termini della linguistica riferiti ai verbi, ma nel linguaggio quotidiano possono riferirsi a qualsiasi azione, intendendo che essa va eseguita al momento opportuno e nel modo più adatto per quella situazione.

Questo concetto di necessaria concordanza tra un fatto e l’istante in cui esso avviene si riscontra costantemente anche nel gioco del bridge, ove si parla di anticipo (o timing) per il tempo e di manovra per il modo. Specificando, la manovra è la sequenza con cui le carte devono essere giocate in ogni seme, mentre l’anticipo è il susseguirsi delle varie manovre nei diversi colori. Ad esempio, muovere prima gli onori della mano più corta in un seme, partire da una mano verso l’altra con una certa carta per eseguire un’impasse o un’expasse, prendere con una o un’altra vincente, lisciare o dare un colpo in bianco, sono tutti esempi di manovre; giocare un colore prima dell’altro o alternare le manovre dei diversi colori ed i relativi passaggi tra mano e morto sono invece esempi di anticipo.

In una mano capitatami recentemente in torneo mi sono ritrovato a dover affrontare problemi di questo tipo ed ho sbagliato il tempo; fortunatamente anche il mio avversario non ha indovinato l’anticipo difensivo, per due volte, e così ho avuto la possibilità di eseguire la manovra che offriva le maggiori probabilità. Per onestà devo dire che anche ricorrendo alla strategia lievemente inferiore il contratto sarebbe stato comunque mantenuto, per la favorevole disposizione delle carte rilevanti in mano avversaria, ma l’errore di metodo resta, pur se non rilevante ai fini pratici. L’impegno sarebbe stato, invece, certamente battuto, a gioco corretto, se l’attacco iniziale fosse stato nel mio colore più critico.

 

Giocando il contratto di 4 Picche, in Sud ricevo l’attacco di Fante di Fiori. Ho le dieci vincenti necessarie, ma purtroppo ci sono anche quattro perdenti: una a Picche, due a Cuori ed una a Quadri. L’attacco a Cuori me le avrebbe fatte perdere tutte, dovendo essere certamente io ad aprire il colore di Quadri; invece l’attacco a Quadri lo avrebbe garantito, permettendo lo scarto anticipato di una perdente a Cuori. La creazione di una extra-vincente a Quadri per lo scarto di una perdente di Cuori è la migliore opportunità di mantenere il contratto, se mi viene dato il tempo di muovere il colore per una expasse al Re o una impasse al Fante; avrei successo ogni volta che queste due carte critiche si trovino nella stessa mano, oppure, separate, il Fante sia in Ovest ed il Re in Est: solo il caso opposto mi farebbe andare down. Esiste un’altra possibilità di mantenere il contratto, dopo l’attacco a Fiori: anticipando la battuta degli atout, se chi prende torna a Cuori facendomi saltare l’Asso (prenderei al secondo giro nel colore, sperando nella quinta in mano a chi ha il Re di Quadri) potrei eliminare i colori neri nelle mani avversarie e poi giocare la mia ultima Cuori per costringere gli avversari ad aprire il colore critico. In questo caso, con i due onori nella stessa mano perderei sempre se il rinvio viene dalla mano opposta; con gli onori divisi, dovrei indovinare la carta da giocare dal morto se il rinvio viene da Est (ha solo il Re o solo il Fante?); con il rinvio da Ovest posso solo star basso di mano e sperare. Questo è un caso di strategie alternative e non sommabili, correlate anche al controgioco avversario: eliminazione di una perdente grazie alla creazione di un’extra-vincente, oppure gioco di fine mano, con eliminazione e messa in presa. Quale la migliore? Dipende dalla disposizione delle carte degli avversari. La scelta si basa su probabilità a priori, ma non è detto che la maggiore sia quella vincente. La mano è stata giocata nel modo seguente: preso l’attacco di Asso (per nascondere il Re e incoraggiare il ritorno nel palo) ho mosso subito atout per difendermi da un possibile taglio a Fiori al terzo giro. Ovest ha preso ed è tornato a Fiori, con presa di Re, in mano. Eliminati gli atout avversari finendo al morto, ho giocato piccola Quadri in expasse. Ovest ha preso di Re e finalmente è tornato Cuori; ora però ho potuto giocare l’impasse contro il Fante di Quadri, riuscita, e scartare una perdente di Cuori dalla mano. A posteriori, mi sono pentito del mio gioco; avendo bisogno di crearmi una extra-vincente, dovevo prendere l’attacco al morto, pur svelando Asso e Re in mano, per anticipare subito piccola Quadri per l’expasse al Re. Vero è che mi esponevo ad un taglio a Fiori in caso di resti 5-2, ritorno nel colore ed Asso d’atout in mano a chi aveva la quinta, ma a mio favore avevo molte probabilità: ritorno a Cuori o Picche, resti di Fiori 3-3, Asso di Picche nella mano corta a Fiori, resti d’atout 3-1 con Asso terzo. Questa mano dimostra come gli esempi didattici possano nascere al tavolo, non solo dalla letteratura esistente; ancor più, come il timing sia determinante ai fini del risultato (specialmente nella scelta del colore d’attacco) e come esso possa far variare (anche lievemente, come in questa mano) le probabilità di realizzazione.


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