Checkmate! Bridge – Se ci sei batti un colpo

di Enrico M. Rosati | 06 Giugno 2022 @ 06:15 | CHECKMATE
Batti un
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Il titolo ti questo articolo, Se ci sei batti un colpo, non ha alcun riferimento con lo spiritismo ed anche poco a che fare con l’argomento trattato. Questa frase mi è passata per la testa, senza motivo, e si è subito imposta per il suo “batti un colpo”, parole ascoltate tante volte nell’ambito del bridge. È scattata un’associazione tra luoghi comuni appartenenti ad ambiti assolutamente distanti. L’allievo di bridge si è sentito dire “batti un colpo” come insegnamento di gioco per situazioni in cui egli possiede Asso e Re in un colore ove deve effettuare una qualche manovra; più spesso per il colore d’atout, ma anche quando la Donna è in mano agli avversari e potrebbe essere catturata con un’impasse. Battere un colpo vuol dire giocare uno dei due onori, generalmente l’Asso (nasconde i tre punti del Re), al fine di sfoltire il numero di carte avversarie, ricavare indizi dagli scarti, eventualmente catturare un onore secco. La situazione che più interessa è quella in cui si possiedono otto carte nel seme, con Asso, Re, e Fante (eventualmente anche il dieci) e si vorrebbero fare tutte le prese, pur con Donna e quattro scartine in mano agli avversari. I resti di cinque carte possono essere ripartiti 3-2, 4-1 o 5-0, ma l’ultimo caso non viene considerato perché la Donna quinta non è catturabile con l’impasse ordinaria. La distribuzione 3-2 è statisticamente la più frequente e, a parità di altre condizioni, è più probabile che la Donna si trovi nel resto di tre carte piuttosto che in quello di due: per questo normalmente non si cerca di catturarla incassando Asso e Re bensì con la manovra di impasse, quando possibile. All’allievo viene insegnato “con 9 si batte, con 8 si fa l’impasse”; ma anche “prima si batte un colpo per premunirsi contro una 4-1 con Donna secca”. L’istruttore si ferma qui, di solito; ma non dovrebbe… Veniamo alla nostra mano didattica.

Il dichiarante gioca l’arrischiato contratto di 7 Picche; nella licita ha appurato il fit di otto carte nel nobile d’apertura ma non la mancanza della Donna, carta-chiave. È un contratto sbagliato (capita): 7 SA sarebbe di battuta. Preso in mano l’attacco a Quadri, incassa l’Asso di atout (“batti un colpo”), va al morto con il Re di Fiori e muove il 10 di Picche, per il Fante della mano (“con 8 si fa l’impasse”). Ovest scarta una piccola Fiori: la Donna di Picche era quarta in Est e non è più catturabile, il contratto è down. Se Nord è di pari livello del dichiarante, commenterà “Sfortuna, partner, hai trovato la 4-1. Colpa mia, dovevo concludere a 7 SA.” Ma se è un po' più esperto, dirà quello che l’istruttore ha dimenticato di dirgli: se con i resti 3-2 la carta che interessa è più probabilmente terza che seconda, con la 4-1 quella carta è più probabilmente quarta che secca. Per premunirsi contro la 4-1 dei resti d’atout, si sarebbe dovuto giocare contro una Donna secca (battuta di un colpo) o contro una Donna quarta (impasse ripetuto)? Risposta facile. Allora la regoletta “batti un colpo” non vale più? Vale; ma, come al solito, dipende… Con 8 carte suddivise 3-5, l’impasse può essere ripetuto due volte, dopo una prima battuta (da fare); ma se il colore è ripartito 2-6, è più corretto l’impasse di primo giro, ripetibile in caso di 4-1 con Donna quarta. Come mostrato da questa mano didattica. Ma anche questa integrazione delle regolette ha un “dipende…”: come stiamo ad ingressi? Ne abbiamo abbastanza? E come stiamo a carte intermedie? C’è pericolo di promozione? Questi sono problemi sempre presenti in tema d’impasse.


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