Checkmate! Bridge – Pensarla in un altro modo

di Enrico M. Rosati | 18 Luglio 2022 @ 06:15 | CHECKMATE
modo
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C’è un modo abituale di fare il piano di gioco da parte del dichiarante di un contratto di bridge. Contate le vincenti immediate, egli analizza come incrementare il numero di prese sino ad arrivare a quanto richiesto dall’impegno. Verificata la presenza degli ingressi necessari per le manovre d’af- francamento e la riscossione delle sue prese, egli stabilisce la sequenza temporale delle sue giocate (il timing). Da ultimo riflette sui pericoli derivanti da distribuzioni avverse e sui possibili modi di giocare in sicurezza o con il massimo di probabilità di riuscita.

Francesco Splendiani

In questa mano didattica, in cui il contratto è 4 Cuori con attacco a Quadri, tutto sembra facile: dopo il taglio iniziale, vi sono altre nove prese di testa, sufficienti per realizzare il contratto. L’unico pericolo proviene dalla debolezza del colore d’atout: c’è un fit di otto carte ma un solo onore maggiore, l’Asso. Con una distri- buzione regolare del resto di cinque carte si può realizzare una surlevée, battendo l’Asso e proseguendo con un secondo giro di Cuori: i resti 3-2 permettono alla difesa di realizzare solo due prese con gli atout, mentre il dichiarante può incassare tre o quattro Cuori e otto o sette prese tra Picche e Fiori. Il contratto è invece cer- tamente battuto con la distribuzione 5-0: in tal caso la perdita di quattro prese è inevitabile. Resta un’ultima possibile distribuzione dei resti d’atout: la 4-1. Essa è tutt’altro che improbabile, vista l’irregolarità delle due mani della linea in attacco; questa circostanza comporta frequentemente che almeno una delle mani restanti sia anch’essa sbilanciata. Se gli atout della difesa sono ripartiti 4-1, dare due colpi d’atout sarebbe rovinoso. Dopo il taglio iniziale, la lunghezza del colore si è ridotta a quattro carte, uguale a quella del difensore: cedendogli la presa, questi batterebbe tutti gli atout e poi giocherebbe Quadri, incassando almeno altre tre levée: tre down, o peggio. Contro questa possibilità, il dichiarante può difendersi cambiando il modo di pensare il piano di gioco: anziché contare le sue vincenti, conta quelle della difesa. Se tutti rispondono sulla battuta dell’Asso di Cuori, restano in gioco tre onori d’atout, tutti maggiori di rango; se i difensori li incassano di taglio, si riducono a loro volta in lunghezza e quindi non possono eliminare tutti gli atout del dichiarante; non riescono, quindi, a fare più di tre prese. Il contratto può essere giocato in sicurezza con questo timing: tagliato l’attacco e battuto l’Asso d’atout, si passa alla riscossione delle vincenti di Picche e di Fiori. La prima mossa è lo sblocco del fante isolato di Picche, poi si rientra a Fiori e si prosegue incassando le altre sette vincenti dei colori neri. La difesa può tagliare, ma resta con due soli atout e se li incassa il dichiarante ha la mano chiusa (tutte le sue carte sono vincenti); se invece torna Quadri, il dichiarante taglia e continua con Fiori e Picche, potendo perdere solo altre due prese di taglio. Nel gioco a colore si è abituati a contare le proprie perdenti e vincenti, ma quando si rischia il cosid- detto fuori-gioco (meno atout di un avversario, o esaurimento delle stesse)) diventa necessario contare le possibili vincenti della difesa, come nel caso di questa mano didattica. Basta pensarci.


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