Checkmate! Bridge – Occhi ed orecchie aperti

A cura di Francesco Splendiani

di Enrico M. Rosati | 24 Aprile 2023 @ 05:37 | CHECKMATE
Occhi
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Un prezioso detto recita “Il giovane ha il passo veloce, ma il vecchio conosce la strada”. È un rimando alla differenza tra il sapere per conoscenza e quello per esperienza. La conoscenza viene dall’esterno, dalla vita degli altri; l’esperienza viene dalla vita propria. La differenza è quindi tra il raccontato, visto, saputo ed il vissuto, sperimentato, imparato per esperienza diretta. Nel bridge, come nella vita, l’avere notizie dirette sul contesto attuale è molto più utile che essere un approfondito conoscitore della teoria del gioco. L’avere dati certi su una parte della realtà, ottenuti in modo lecito (non sto invitando a sbirciare le carte degli avversari) permette di distinguere la fattibilità di determinati piani di gioco.

In questa mano la licita è iniziata da parte di Ovest con una sotto-apertura di 2 Cuori che garantisce sei carte nel colore, in una mano senza la forza per l’apertura a livello uno; si esclude anche il possesso della quarta di Picche. Queste informazioni sono sufficienti per ricostruire la distribuzione di un colore nelle quattro mani e, alla luce delle proprie carte e di quelle del morto, ipotizzare i limiti di forza e distribuzione delle due mani coperte. Alla sotto-apertura è seguito il Contro! di Nord; dopo il passo di Est, attraverso vari passaggi licitativi che hanno rivelato la forza di Nord, la sua quinta minore e l’appoggio terzo nella quinta di Sud, si è arrivati al contratto finale di 6 Picche; l'attacco è stato di Re di Cuori.

Per poter realizzare questo slam, il dichiarante ha bisogno di trovare i resti di Picche ben divisi, 3-2. Potendo così contare in undici vincenti immediate, deve procurarsi la presa mancante. Senza l'informazione della sesta di Cuori in Est sarebbe stato corretto impostare il piano di gioco sul taglio della terza scartina di Cuori, “allungando” gli atout: avrebbe lisciato l'attacco per poi incassare l'Asso di Cuori e tagliare con il 6 d’atout la terza scartina della mano, magari dopo aver prima battuto Asse e Dama di Picche. L’informazione sulla divisione 6-2 lo costringe a rinunciare a questo piano per l'altissima probabilità del surtaglio, né può permettersi di tagliare con un onore perché promuoverebbe automaticamente un atout degli avversari.

L’unico piano realizzabile diviene allora battere Asso e Re di Picche, poi giocare Asso e Re di Fiori e tagliare la terza carta. Il rischio di surtaglio deve essere accettato, ma Ovest, con la sua sesta di cuori, è probabilmente l’avversario più corto a Picche: con una distribuzione 6-3-2-2, anche se non dovesse rispondere sulla terza Fiori potrebbe non avere più atout per tagliare. Con la divisione 3-3 delle Fiori degli avversari il contratto sarebbe già garantito con il rientro al morto con la Donna d’atout. Con le Fiori divise 4-2 e non avendo subito il taglio di Est o il surtaglio di Ovest, si può tornare al morto con la terza atout, tagliare un’altra Fiori e poi risalire con il Re di Quadri per riscuotere l’ultima Fiori, ora franca. Il rischioso affrancamento di taglio del palo lungo va quindi a sostituire, a causa delle informazioni ricevute dalla licita, il più semplice piano di taglio dalla parte corta, che teoricamente sarebbe apparso più sicuro.


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