Checkmate! Bridge – Nel mondo reale

di Enrico M. Rosati | 02 Maggio 2022 @ 06:33 | CHECKMATE
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I problemi di bridge, come quelli di scacchi, possono apparirci come studi teorici, elaborati a tavolino per spiegare concetti relativi al gioco. In molti casi è così, ma in altri nascono invece da situazioni di gara. I campioni amano presentare mani difficili capitate a loro stessi, o a loro colleghi, in occasione di gare internazionali. Lo farò anche io, tutt’altro che campione. Questa mano-problema mi si è presentata recentemente al tavolo di gioco; e mi vergogno un po’ a confessare che l’ho sbagliata.

Il contratto è di 4 Picche, dopo una licita non corretta: bisognerebbe infatti giocare 6 Fiori, imbattibili. Dopo apertura di un Picche da Sud e risposta 2 Fiori, intervento di Est con 2 Cuori, c’è stato il rialzo, in appoggio, a 3 Fiori; in diversi tavoli Nord ha deciso di concludere a 4 Picche, anziché rialzare a 4 Fiori, con visuale di slam. Senza l’attacco a Cuori il contratto è facile, anche con atout mal ripartiti; io però ho ricevuto proprio quello e mi sono trovato di fronte ad un problema: come giocare la mano in un torneo a coppie? In un duplicato a squadre si dovrebbe giocare in sicurezza, in un Mitchell bisogna rischiare per fare il massimo delle prese. Battuti tre giri d’atout, scoprendo purtroppo la 4-2, si va al morto con l’Asso di Quadri per tentare l’impasse a Fiori che se riesce garantisce il contratto, concedendo solo un taglio agli avversari; ma se fallisce (come in questo caso) un secondo giro di Cuori provoca il fuorigioco (la difesa resta con più atout del dichiarante) ed il down è certo. Come si sarebbe dovuto giocare per garantirsi il contratto? Vi sono diverse vie. La più semplice è lisciare l’attacco, scartando una Fiori dalla mano, e poi tagliare la prosecuzione a Cuori al secondo giro. Ora si può battere l’Asso di Fiori e cedere una Fiori, se il Re non è caduto. Un terzo giro di Cuori sarebbe tagliato al morto, per poi incassare l’Asso d’atout, tornare in mano a Quadri, battere le altre due teste di Picche e passare ad incassare le vincenti nei minori, concedendo un taglio – quando vuole – all’avversario con l’ultimo atout. Si potrebbe anche tagliare l’attacco, ma poi l’importante è anticipare l’affrancamento delle Fiori e rifiutare di tagliare di mano il secondo giro di Cuori. Cosa insegna questo esempio? Che quando c’è rischio di essere accorciato troppo in atout, può essere necessario concedere volontariamente una levée, quando si potrebbe prendere con un taglio, pur di conservare il controllo ed anticipare l’affrancamento dei colori laterali, in modo che il difensore lungo in atout sia costretto al taglio prima del dichiarante. Resta irrisolto l’altro problema: bisogna rischiare o garantirsi? Se il contratto è sbagliato, può essere preferibile rischiare, sempre. Se è giusto, chiamato da tutti, c’è una scelta “tip o top”: giocare come o contro la sala? Se stiamo andando bene giochiamo come la maggioranza, cercando il massimo delle prese; altrimenti garantiamoci il contratto, avendo forse un cattivo risultato ma forse non uno “zero” assoluto.


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