Checkmate – Bridge, col resto di 6

di Enrico M. Rosati | 11 Luglio 2022 @ 06:20 | CHECKMATE
Batti un
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Vi sono mani che sembrano di una semplicità elementare, tanto facili da poterle sbagliare con la massima facilità, e questo è il caso della seguente mano. 

In questo contratto di Quattro Picche si hanno ben nove atout e sono tutte le superiori. Ci sono nove prese immediate e la decima può venire dall’affrancamento della quarta Quadri della mano od il suo taglio con un atout del morto; la seconda opzione è la più sicura. L’attacco a Cuori è benvenuto, facilita il gioco. Vediamo i ragionamenti che portano al down. Batto due colpi d’atout e se i resti sono 2-2 la mano è fatta: scopro le carte e dichiaro “Cedo due Quadri ed una Cuori, la quarta Quadri la taglio”. Ma i resti di Picche sono 3-1: brutta notizia. Ora batto Asso di Quadri e proseguo con una piccola, sperando che prenda l’avversario partito con una sola Picche; questo però deve verificarsi due volte, altrimenti il ritorno in atout mi lascerebbe solo la speranza dei resti 3-3 a Quadri. Probabilità abbastanza basse; chi ha l’ultimo atout prenderà a Quadri (con la collaborazione del compagno) e giocherà un terzo giro di Picche; con Quadri 4-2, il contratto è battuto. Mi faccio più previdente: preso l’attacco, gioco subito Asso di Quadri e piccola. Est prende di Re ed incassa anche la Donna, su cui Ovest scarta una Cuori! Il ritorno di Donna di Cuori crea una impasse di taglio, perché l’attacco è stato di doubleton ed Ovest ha un atout in mano. Perderò due Quadri e due Cuori. Dov’è stato l’errore? Non mi sono protetto contro i resti 4-2 nei due colori rossi, in entrambi dei quali ho sette carte. Eppure sarebbe stato così facile farlo! Bastava incassare subito le tre teste laterali (Asso e Re di Cuori e Asso di Quadri) e poi proseguire a Quadri. In anticipo nella corsa sul tempo, il con- tratto non poteva più essere battuto, essendo impossibile impedire un taglio dal morto. Il giocatore medio è abituato a preoccuparsi dei singoli in mano avversaria e giocare con questa previsione; molto meno teme i doubleton, salvo che, forse, quando immagina i resti 5-2. Non dovrebbe esserci un vero motivo, ma chi è solito giocare in modo rapido e quasi automatico, spesso non si premunisce abbastanza contro i tagli conseguenti a ripartizioni iniziali 4-2, né pensa in tempo alla creazione di un singolo mediante uno scarto su una vincente del partner o del dichiarante. Solo dopo diverse cattive esperienze si impara ad incassare le proprie vincenti prima che gli avversari si mettano in condizione di tagliarle. Nella mano didattica appena vista, certamente il dichiarante teme che l’attacco sia di singolo o di quinta (con singolo nell’altro difensore); raramente però, se non è esperto, prevede che quello che inizialmente era un doubleton si trasformi in singleton per lo scarto su un’extravincente dell’altro difensore. I resti di sei carte possono essere molto più velenosi di quanto si è abituati a pensare.


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