Cosa può acquisire il bridgista dal suo adorato gioco? Come può assorbire capacità ulteriori, nuove anche per una mente saturata da una vita lunga e interessante? La risposta è nella domanda stessa: egli assimila l’arte di porsi domande che racchiudono saperi coperti, come scrigni sepolti nell’isola del tesoro. Vede le sue carte, sa quali gli mancano, bramerebbe scoprire dove sono. I suoi avversari desidererebbero celarle, ma senza volerlo le svelano in molte forme. Hanno partecipato alla licita, anche tacendo. Il loro corpo si esprime, in forme spontanee o calcolate. Giocano carte che vorrebbero essere messaggi solo per il compagno, ma che apertamente si palesano a tutti. Scelgono cosa fare, ed ogni scelta nasconde i suoi perché. L’anziano Mike Lawrence è stato un giocatore dei Dallas Aces, la squadra americana for- mata nel 1968 per contrastare il lungo predominio degli italiani del leggendario Blue Team; divenuto insegnante di bridge, ha pubblicato una ventina di ottimi libri sul gioco, il primo dei quali, Come leggere le carte dei tuoi avversari, è un classico tuttora basilare per gli apprendisti agonisti.
Vediamo un breve esempio di ciò che Lawrence insegna
Per questa mano propone un quiz: A quali domande si deve dare risposta per giocare il contratto di 4 Cuori? È una richiesta duplice: prima poniti le giuste domande, poi dà loro una risposta logica. Precisazione: entrambi i difensori hanno dichiarato; l’attacco è di 5 di Pic- che. Quali sono le domande giuste? Ecco un elenco, che ho reso un po’ più lungo di quello proposto dall’autore: 1 Come si è svolta la licita? 2 Quanti punti onori possiedono gli avversari? 3 Quali sono i punteggi minimi e massimi di ciascun difensore? 4 Quali onori mi mancano? 5 Quale è stato l’attacco e come ha risposto il secondo difensore? 6 Come è composto e ripartito il colore dell’attacco? 7 Chi ha gli onori che mi mancano in ciascuno dei colori? 8 Come devo impostare il mio gioco? Ecco le sole risposte logiche: 1 Ovest ha aperto di 1 Picche, Nord è passato ed Est ha appoggiato dichiarando 2 Pic- che; Sud è intervenuto con 3 Cuori, che Nord ha rialzato a 4 Cuori dopo il passo di Ovest; questo è rimasto il contratto finale. 2 Ho 22 punti onori, per cui la difesa ne ha 18. 3 Ovest ha aperto, quindi possiede almeno 11 punti; Est non può allora averne più di 7, ma neanche meno di 4, altrimenti non avrebbe dato l’appoggio semplice. Fisso quindi 11-14 punti in Ovest e 4-7 in Est. 4 Mi mancano A, K e Q di Picche, Q di Cuori, A e J di Quadri e Q di Fiori; questi onori sono ripartiti tra gli avversari. 5 Sull’attacco di scartina di Picche Est gioca l’Asso e torna con il 10 di Fiori. 6 Gli avversari possiedono 8 carte di Picche con A, K e Q. L’attacco di scartina esclude l’Asso in Ovest (che infatti è giocato da Est) ma anche il possesso di KQ, altrimenti avrebbe intavolato il K. Quindi Est possiede AQx o AKx ed Ovest Kxxxx o Qxxxx. 7 Poiché Est ha almeno 6 punti a Picche, non può avere né l’A di Quadri, né la Q di Cuori né la Q di Fiori: avrebbe più dei 7 punti che ho fissato come suo massimo. Potrebbe avere il J di Quadri, ma è molto improbabile, perché Ovest avrebbe allora aperto, primo di mano, con soli 11 punti ed un brutto palo quinto (solo il K), due Q isolate ed un Asso, con mano senza singoli o vuoti (altrimenti avrebbe dichiarato a 3 Picche sul mio 3 Cuori): da 8 a 10 perdenti, più probabile un passo iniziale. 8 Conclusione: l’impasse alla Q di Fiori non può riuscire, quello alla Q di Cuori è sicuro. Quindi, se la Q di Cuori non è quarta, realizzerò 5 prese a Cuori, 2 a Fiori ed 1 a Quadri; la decima presa può venire dalla caduta della Q di Fiori (se seconda) o dall’impasse al J di Quadri. Conclusione stupefacente: già al primo turno di gioco si può conoscere la dislocazione di tutti gli onori mancanti, con una variabilità minima. Cosa insegna questa mano al principiante? Che è obbligato a dotarsi dell’abitudine a com- piere sempre, da dichiarante, queste quattro attività mentali: – alla vista del morto, somma i punti della linea e stabilisce quanti ne restano alla difesa; – per ogni colore, controlla quali onori gli mancano: sono nelle due mani degli avversari; – riassume la licita e ipotizza la suddivisione dei punti tra i due difensori; – analizza la carta d’attacco per stabilire cosa se ne può dedurre. Vi sono dati che può assumere per certi, altri per impossibili, i rimanenti per più o meno probabili: su queste consapevolezze costruirà il suo piano di gioco.









