Checkmate! Bridge – Assumptions

di Enrico M. Rosati | 09 Maggio 2022 @ 06:15 | CHECKMATE
Assumptions
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Ogni disciplina attribuisce significati specifici a parole di uso comune, che nel linguaggio corrente vengono uste con significati diversi o meno precisi. Spesso queste parole, considerate “termini tecnici”, sono nella lingua in cui sono state usate originalmente: nel gioco del bridge molti termini sono in inglese, altri in francese. Assumption può essere tradotto in italiano come assunto, ipotesi, postulato o altre parole di significato simile: un qualcosa che non è necessariamente vero, ma che è stabilito come tale ai fini dei comportamenti conseguenti. I termini predetti sono usati principalmente in logica ed in matematica: quando ad un “se” consegue necessariamente un “allora”, si può dedurre quale ”allora” corrisponderà ad un determinato “se”. I bridgisti italiani hanno creato l’espressione “come se” per riferirsi al tipo di gioco che viene basato sull’assunto che le carte, ed una di esse in particolare, siano disposte nell’unico modo che permette di realizzare il contratto dichiarato. Questo modo di impostare il gioco della mano è abbastanza elementare: se quel Re porterà una presa solo se l’Asso dello stesso seme è situato prima in rotazione oraria, allora devo tentare la manovra di “expasse”, muovendo una scartina dalla mano opposta e chiamando il Re se l’Asso non è giocato dal secondo di mano.

L’americano Mike Lawrence, in un suo libro sulla lettura delle mani avversarie, usa la parola “assumptions”, al plurale, dando ad essa un significato più approfondito del “come se” appena spiegato. Egli, infatti, da un primo assunto sulla necessità di attribuire una certa posizione ad una data carta, fa discendere una deduzione sulla posizione di altre carte non visibili e quindi sul gioco da fare in altri colori, diversi da quello in cui si presume la posizione favorevole di una carta chiave. Partendo dall’ipotesi che “quella carta deve essere lì, altrimenti il contratto è condannato”, prosegue il ragionamento con “se quella carta è lì, allora quell’altra è necessariamente là” e fissa nella sua mente la posizione che attribuisce ad entrambe le carte. Questo gli permette di giocare il secondo colore in un certo modo prima ancora di aver verificato la situazione del primo, che decide di dare per certa, “inchiodata”. Le due mani d’esempio mostrano le conseguenze di questo modo di pensare, comprendente una ipotesi di primo grado (necessaria) ed una di secondo (conseguente).

Nella Mano A, Est ha aperto di 1 Fiori e Sud è arrivato a giocare il contratto di 4 Picche. L’attacco è di Fante nel colore d’apertura ed Est incassa Asso e Re per poi girare Quadri. Sud scopre che il contratto è realizzabile solo se riesce ad incassare 6 prese a Picche, 3 a Quadri ed 1 a Cuori con il Re. Questo Re può portare una presa solo se l’Asso non è in grado di superarlo, trovandosi in Ovest; altrimenti due prese a Cuori della difesa, con le due già realizzate a Fiori, causerebbero la caduta del contratto. Che l’Asso di Cuori sia in Ovest è quindi una ipotesi di necessità, per perdere una sola Cuori. Serve però di non perdere nessuna Picche, catturando il Re: il dichiarante non può permettersi di perdere Asso e Re di Fiori, Asso di Cuori e Re di Picche. Per catturare il Re di Picche sembrerebbe normale giocare l’impasse, posizionandolo in Ovest: ma qui sopravviene la conseguenza logica del primo assunto, Asso di Cuori in Ovest. Est ha aperto; la difesa possiede 19 punti, di cui almeno 12 in Est; Ovest ha mostrato 1 punto a Fiori (J) e deve averne 4 a Cuori (A): può avere anche 3 Punti a Picche (K)? È improbabile che Est abbia aperto di 1 Fiori, primo di mano, con solo 11 punti: quindi, con l’assunto dell’Asso di Cuori in Ovest, il Re di Picche deve essere ipotizzato in Est, il che fa escludere il successo dell’impasse. Conseguenza: è logico battere l’Asso d’atout, al primo giro nel colore, sperando che il Re in Est sia secco (resti 3-1).

Assumptions

Nella Mano B, vi sono tre “passo” iniziali, poi l’apertura di 1 Cuori di Sud riceve il rialzo a 2 Cuori da Nord; tutti passano. Attacco a Picche ed i primi tre giri mostrano Re e Donna in Ovest (5 punti) ed Asso in Est (4 Punti). Il terzo giro è vinto da Est, che torna con il 10 di Quadri. Sud deve giocare il Fante (impasse alla Donna) o il Re (expasse all’Asso)? La risposta viene da un assunto preso in base all’ipotesi di necessità. Prima deduzione: i due Assi non ancora apparsi non possono trovarsi nella stessa mano, altrimenti quel giocatore avrebbe aperto la licitazione, con 13 o 12 punti. Seconda deduzione: se l’Asso di Fiori è in Est, la difesa incassa 3 prese a Picche, 2 a Fiori ed almeno 1 a Quadri: 1 down, come minimo. Assunto conseguente: l’Asso di Fiori deve essere in Ovest. Terza deduzione: se l’Asso di Fiori è in Ovest, allora l’Asso di Quadri è in Est e Sud deve giocare il Re sul 10 di Quadri. Se fa presa, allora anche il Re di Fiori porterà una presa ed il contratto sarà realizzato; se non fa presa, il down sarebbe stato comunque certo, anche con la Donna di Quadri in Est. In che modo questi due esempi spiegano il concetto di “deduzione derivante da un assunto”, enunciato sopra? Nella prima mano, l’Asso di Cuori assunto in Ovest pone il Re di Picche in Est, condizionando il gioco di questo colore; nella seconda mano, l’Asso di Fiori assunto in Ovest pone l’Asso di Quadri in Est, facendo giocare l’expasse all’Asso anziché l’impasse alla Donna. Due casi di gioco di un colore conseguente all’ipotesi di necessità in un colore diverso. Ecco il significato esteso del termine tecnico “assumptions”: dalla necessità di stabilire che una carta debba trovarsi in una mano (assunto “inchiodato”) deriva il modo di giocare sia del colore interessato, sia di eventuali altri pali.


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