Checkmate! Bridge – Abbagli

A cura di Francesco Splendiani

di Redazione | 27 Dicembre 2021 @ 10:24 | CHECKMATE
Bridge Checkmate
Print Friendly and PDF

Nel bridge, il contratto di 3 senza atout esige nove prese; il che significa anche non dare agli avversari tempo e modo di incassarne cinque o più. Il piano di gioco per realizzare queste nove prese ha tre tempi: il conto delle vincenti immediate, poi quello dell’incremento (le prese realizzabili dopo affrancamento), infine il calcolo delle possibili vincenti dell’avversario appena avrà il gioco. Tre nozioni: prese immediate, prese successive e prese avversarie. E poi tre condizioni aggiuntive: possibilità di incassare tutte le proprie prese (sblocchi e rientri), tempi di affrancamento (corsa sul tempo), fianco pericoloso (esclusione del rinvio letale).

 Il piano a senza atout è più semplice di quello a colore, ma ciò non elimina gli errori grossolani, da riflessione superficiale: veri e propri abbagli, allucinazioni che vedono vantaggi dove c’è solo rovina. È la prima carta quella più suscettibile a queste cantonate.

Vediamo qualche mano che chiarisca l’idea.

Dopo l’attacco a Fiori, ci sono nove prese subito ottenibili: sette di testa e due sviluppabili nel colore d’attacco dopo cessione della Donna. Il Re secco del morto è in presa: è istintivo per un principiante chiamare subito la carta, dato che è un singolo, ed ugualmente facile è il riflesso automatico di non superare l’onore vincente, stando basso
dalla mano. Solo ora il giocatore si decide a fare il piano di gioco e si dispera: il contratto è stato buttato via, perché l’incremento a Fiori si fermerà a uno, anziché due, per mancanza di doppio rientro in mano. Così andrà down, perché difficilmente riuscirà a fare più di otto prese. Il piano doveva prevedere la cessione della Donna di Fiori per la promozione di altre due carte, con i necessari rientri: uno per giocare nel colore di Fiori fino all’affrancamento e l’altro per incassarne le vincenti. I due rientri esistevano: Asso di Fiori e Asso di Cuori: ma quello di Fiori poteva essere usato solo al primo giro. Calcolo facilissimo contando le vincenti immediate e le successive, ma bisognava fermarsi a programmare.

La seconda mano mostra un altro svarione tipico: con una forchetta secca in mano, la presa di Fante sull’attacco a cuori elimina il rientro al morto per la riscossione delle Fiori dopo l’affrancamento. Anche qui c’è un’illusione: avere tre vincenti a Cuori, anziché due.
In realtà le tre prese non potranno essere incassate ed il morto isolato non sfrutterà neanche le Fiori. Un down è quasi certo, senza errori degli avversari. Abbiamo visto due mani che rimandano al titolo “Ragione e Sentimento” del romanzo di Jane Austen. La ragione dice che basta contare, in entrambi i casi, 1+2+3+3 = 9, preoccupandosi solo di riuscire ad incassare le prese affrancate; il che obbliga a declassare un onore (K nel primo caso, J nel secondo) a scartina da usare come carta di trasferimento. Il sentimento (o meglio, l’istinto) ci vieta di uccidere un Re con l’Asso solo per trovarsi dalla parte giusta, come pure di rifiutare una presa economica con un Fante che altrimenti sarebbe perdente. Ma il cammino da dilettante ad esperto, nel bridge (e non solo), esige più razionalità e meno istinto.


Print Friendly and PDF

TAGS