Checkmate – Bridge, a passo di danza

A cura di Francesco Splendiani

di Enrico M. Rosati | 04 Luglio 2022 @ 06:25 | ATTUALITA'
piano
Print Friendly and PDF

Movimenti e tempi nel gioco di una mano di bridge possono essere paragonati a quelli di una danza latina. Ogni carta intavolata è un passo conseguente al precedente e che anticipa il successivo. La mano didattica che segue è un affascinante esempio di successione di passi in una sequenza precisissima e inalterabile.

Il contratto è di 6SA. L’attacco a Cuori concede al dichiarante il tempo di premunirsi contro una cattiva distribuzione dei due colori minori. 

Le prese immediate sono solo undici, ma diventano tredici se le Fiori degli avversari sono ripartite 3-3: allora si realizzano una presa a Picche, tre a Cuori, quattro a Quadri e cinque a Fiori. Con i resti di Fiori 4-2 il piccolo slam si realizza ancora cedendo una presa nel colore per affrancare la quinta carta. L’unico problema della mano, il blocco a Quadri, è risolvibile in maniera semplice: basta giocare subito i due onori secchi della mano e poi incassare quelli del morto quando si entra con l’Asso di Fiori.

Non tutto è elementare come sembra. E se uno degli avversari possiede cinque Quadri e quattro Fiori? Giocando in modo istintivo si andrebbe down in un contratto altrimenti realizzabile al 100%. Preso l’attacco, il frettoloso incassa Re e Donna di Quadri, va al morto con l’Asso di Fiori e riscuote quello di Quadri: vede che uno degli avversari scarta una Picche, come lui. Deve incassare ora anche il Fante di Quadri, ma affrancando l’ultima di chi è partito con la quinta: poco male, i resti di Fiori possono essere 3-3 oppure la quarta trovarsi in mano al giocatore corto a Quadri. Ottime probabilità, ma qualche volta va tutto male: e poi chi lo sente il partner?

In duplicato si gioca per la massima sicurezza: allora ci vuole un colpo in bianco a Fiori prima di affrancare la possibile quinta Quadri avversaria. Qui subentrano i precisi passi di danza di cui si parlava sopra. Preso l’attacco a Cuori, si giocano Re e Donna di Quadri, poi piccola Fiori dalla mano e dal morto: colpo in bianco. Il probabile ritorno a Picche viene preso dall’Asso; ora Fiori per l’Asso, Asso e Fante di Quadri scartando due Picche, rientro a Cuori: se tutti hanno seguito nei due primi giri di Fiori, ora la mano è chiusa.

Il contratto sarebbe stato battuto dall’attacco a Picche? Si, con la distribuzione appena vista; ma anche no, se invece le Fiori sono ben divise o se chi ne ha quattro (o più) possiede anche quattro Picche: allora si deve filare l’attacco, prendere il seguito nel colore, incassare le tre Cuori e le due Quadri della mano, salire al morto con l’Asso di Fiori, incassare Asso e Fante di Quadri scartando una Picche ed una Fiori. Alla decima levée, l’ultimo onore di Quadri comprimere l’avversario con il controllo in entrambi i colori neri.

E se la difesa cambia palo al secondo giro? Con il ritorno a Cuori o a Quadri, sarà il dichiarante ad incassare l’Asso di Picche prima di proseguire con il gioco appena detto; ma se il ritorno è a Fiori si rompe la comunicazione necessaria per la compressione e il contratto cade se la lunga non fila.

Eccezione: Est ha dichiarato la quinta di Picche e possiede quattro Fiori. Allora il dichiarante prende subito l’attacco a Picche, incassa le vincenti di Cuori e di Quadri, oltre all’Asso di Fiori: alla nona levée – Quadri dal morto – Ovest deve scartare una carta nera, affrancando in Sud o una Picche o una Fiori (Sud ha tre Fiori e due Picche): c’è compressione preliminare, con scarto condizionato dalla mano. Se Est scarta Picche, Sud si priva di una Fiori e gioca Picche; se lo scarto è Fiori, ne incassa tre e cede l’ultima Picche rimastagli.

Ancora una volta torna il tema di “tempi e modi”, ove i modi comprendono la gestione delle comunicazioni. E di nuovo vediamo come il piano di gioco e le probabilità di realizzazione di un contratto dipendano molto dall’attacco iniziale.


Print Friendly and PDF

TAGS