“Che emozione poterci entrare”, gli aquilani si riappropriano del Teatro comunale

di Alessio Ludovici | 16 Ottobre 2022 @ 06:00 | CULTURA
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L’AQUILA – Una due giorni, ieri e oggi, per poter tornare a vedere il teatro Comunale dell’Aquila. Iniziativa nell’ambito delle Giornate d’Autunno del Fai. Tanti gli aquilani che hanno voluto approfittare, per curiosità, nostalgia, per capire lo stato dell’arte dei lavori di un edificio fondamentale per la ripresa della città. Ci sarà ancora da aspettare per terminare il restauro. 
 
Il terremoto del 2009 aveva gravemente danneggiato la struttura del Teatro con lesioni in facciata ed il crollo del soffitto del foyer e del cornicione anteriore. Lungo l’iter di ricostruzione, nonostante gli sforzi e gli appelli anche di personaggi come Bruno Vespa. Un iter concretizzatosi con i primi appalti nel 2015. Poi l’avvio dei lavori sotto la guida attenta delle istituzioni, non ultimo il segretariato regionale, con la direzione dei lavori dell’architetto Augusto Ciciotti, che è anche la stazione appaltante  dei lavori dell’edificio, di proprietà del Comune dell’Aquila. Ieri si è affacciato anche il sindaco per un saluto. Dalle ultime notizie la riapertura al pubblico del teatro comunale e quindi la conclusione dei lavori erano previste nel 2023, con l’obiettivo di festeggiare i 150 anni dalla sua inaugurazione. Difficile dire se sarà così, ci sarà forse ancora da aspettare un po’ ma intanto gli aquilani hanno approfittato dell’iniziativa del Fai per sbirciare ed emozionarsi un po’. E tra le file per entrare fa capolino chi ci ha lavorato una vita come scenografo, il semplice appassionato o il ragazzo che non lo ha mai potuto ammirare ma spera di farlo quanto prima. 
 
A fare dai ciceroni i volontari e i delegati del Fai con Maurizio Pasqua, presidente della delegazione aquilana della Fondazione,  e la sua appassionante introduzione storica che guida il visitatore nelle storia urbanistica del teatro cittadino, fino alla sua effettiva costruzione, dal 1857, su un progetto dell’architetto Luigi Catalani. All’interno la visita permette comunque di ammirare l’organizzazione architettonica originale con la platea a ferro di cavallo e i 57 palchetti organizzati su tre livelli più il loggione. Non mancano le sorprese, soprattutto all’ingresso dove qualcosa è effettivamente cambiato.

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