Che bello lo spettacolo dell’Aptdh, dovrebbero vederlo tutti

di Michela Santoro | 15 Maggio 2024 @ 05:00 | CULTURA
Aptdh
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L’AQUILA – Sì, tutti dovrebbero vedere lo spettacolo che ogni anno organizza l’Aptdh alle porte dell’estate. Tutti dovrebbero prendere dimestichezza con la disabilità.

Lo diceva ieri Anna Rita Felici, stoica presidente dell’associazione che da 26 anni riempie le giornate delle ragazze e dei ragazzi disabili, grazie al sostegno di un team di operatori giovani e motivati.

“Invece che girarsi dall’altra parte, quando si incontra un disabile per strada è molto meglio rivolgergli una carezza. È un gesto liberatorio”.

Perché la disabilità oltre a piombare nelle famiglie scompigliando tutta una vita, richiede anche di essere accettata da chi ha la fortuna di non inciamparci. E, per accettarla, va conosciuta, va annusata, va frequentata.

Al termine dello spettacolo, Simone, un ragazzo dell’Aptdh, ha detto una cosa che andrebbe urlata per strada, nelle scuole, nelle aule della politica, in tutte le case.

“Vedete, io non sono disabile come loro”, indicando alcuni compagni alle spalle. “Allo stesso tempo, io non sono come voi”, rivolgendosi alle ragazze e ai ragazzi di una scuola, presente alla rappresentazione.

“E questo stare nel mezzo, tra loro e voi, mi ha provocato per lungo tempo il dolore dell’emarginazione. Non è stato forse un disabile a creare il computer? Disabile e persino omosessuale, pensate quanto avrà dovuto soffrire! I disabili, sappiate, sono capaci di cose straordinarie. Eppure, c’è qualcuno che vuole addirittura dividere le classi”.

Simone ha scritto il testo dello spettacolo di ieri. La mamma ha detto che è un ragazzo da sposare. La platea ha applaudito a lungo, la sala si è poco a poco svuotata e tutti sono tornati alle consuete attività.

Anche loro, gli eterni ragazzi e ragazze dell’Aptdh, con le loro vite colorate e il diritto di esserci, ogni giorno, per il mondo intero. Erano così felici.

In collaborazione con l’associazione ‘Nati nelle Note’, Aptdh, l’Associazione per la promozione e la tutela dei diritti nell’handicap, ha organizzato la rappresentazione dal titolo ‘La figlia di Biancaneve‘, un viaggio artistico attraverso la musica, i suoni, il testo, i costumi e le scenografie realizzato dalle persone con disabilità che frequentano il centro diurno.


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