Cgil L’Aquila, commercio e turismo 5 settimane di Cigd non sufficienti per picciole micro imprese

di Redazione | 02 Giugno 2020 @ 19:42 | ATTUALITA'
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L’AQUILA – “Il Decreto Rilancio ha messo in campo delle risorse economiche straordinarie per far fronte alla grave crisi economica e finanziaria provocata dal Covid19”.

Lo scrive in una nota la Filcams Cgil della provincia dell’Aquila, secondo cui sono state impegnati ingenti fondi per il rilancio delle imprese, prevedendo uno stanziamento sotto forma di sovvenzioni anche per coprire fino all’80 per cento del costo del lavoro e dei contributi.

“Questo provvedimento però, prevede che le Regioni e delle Provincie Autonome adottino delle misure per la concessione di tali fondi. E’ necessario in questo frangente uno straordinario sforzo di tempestività che può risultare esiziale per la tenuta dei livelli salariali e occupazionali”, spiega ancora Cgil, che sottolinea che il decreto ha previsto inoltre ulteriori 5 settimane di ammortizzatori, da utilizzarsi fino al 31 di agosto, per le imprese che esauriscano le nove settimane inizialmente previste e un periodo di altre 4 settimane da usufruire tra il 1 settembre e il 31 ottobre di quest’anno.

“Oggi, però, i piccoli esercizi commerciali che hanno dovuto interrompere l’attività dal 9 di marzo (bar, ristoranti, piccoli esercizi commerciali, artigiani) e che possono accedere solamente agli ammortizzatori in deroga, hanno di fatto già esaurito o stanno per esaurire le settimane (9+5) concesse o le esauriranno entro il mese di giugno”, aggiunge.

Nei mesi di luglio e agosto, in particolare, le lavoratrici e i lavoratori di questo settore rischiano di trovarsi senza ammortizzatori e senza alcuna copertura economica, aggravando la crisi di liquidità già in essere e mettendo alla fame migliaia di famiglie nella sola Provincia dell’Aquila. Alcune aziende sono ancora totalmente ferme (per la ristorazione collettiva ad esempio) e altre hanno avuto un crollo del fatturato. Timidi segnali di ripresa ci sono, giorno dopo giorno, mala ripartenza è a marce ridotte: tanto è stata brusca la sospensione, quanto graduale è (e sarà) la ripresa. La riduzione del denaro circolante nelle famiglie causata dalla riduzione dei salari per le lavoratrici e i lavoratori che sono in regime di ammortizzatori sociali e soprattutto dal ritardo nel versamento degli stesso, va di pari passo con la riduzione i consumi.

La Filcams Cgil della Provincia dell’Aquila ritiene indispensabile lavorare da subito su due fronti.Se da una parte la Regione Abruzzo deve tempestivamente adottare dei provvedimenti a tutela del lavoro, così come previsto dal Decreto “Rilancio”, per evitare che da agosto si dia il via libera ai licenziamenti, dall’altra è indispensabile aumentare da subito le 5 settimane di ammortizzatore sociale previste fino alla fine di agosto, in modo da non lasciare scoperte le aziende che non possono accedere agli ammortizzatori ordinari. Ora il gioco sta tutto nella reattività del Governo e delle Regioni.


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