Centrosinistra L’Aquila, pochi giorni per il nome. Salta ipotesi primarie?

di Alessio Ludovici | 25 Gennaio 2022 @ 06:05 | VERSO LE ELEZIONI
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L’AQUILA – Fuori dall’impasse in tre quattro giorni, almeno stando alla tempistica comunicata dallo stesso Pd aquilano giovedì scorso all’esito della riunione del centrosinistra del 19 gennaio:

“Le forze presenti – si leggeva nella nota – hanno ribadito la volontà di cercare di costruire una sintesi per la scelta del candidato sindaco, attraverso metodi che non pregiudichino l’unita e l’ampiezza costruita. Lavoreremo pertanto su questa strada, anche attraverso il coinvolgimento diretto dei candidati in campo, per arrivare ad una decisione in tempi rapidissimi di circa 10 giorni”. 

Con la stesso stessa nota venivano formalizzate le disponibilità a correre come sindaco di Stefania Pezzopane e di Stefano Palumbo, entrambi del Pd. Veniva quindi formulata una esplicita richiesta ad Americo Di Benedetto, la cui formazione sta partecipando agli incontri, di formalizzare anche la sua di disponibilità. Un gesto distensivo dopo gli autaut nei suoi confronti di questi anni, ma carico di conseguenze. Proprio domenica in un post sibillino sui social il consigliere regionale della Lista Legnini ha fatto intendere che è disponibile a un ragionamento unitario ed anche a fare un passo indietro rispetto al suo nome, a patto che lo facciano anche gli altri:

L‘ipotesi delle primarie, forche caudine a cui Di Benedetto si è già esposto 5 anni, non sembrano però neanche considerate e del resto il Passo Possibile le ha sempre escluse. E non piacciono nemmeno a Palumbo che ha chiesto di non fare forzature sulle primarie e di valutare anche ipotesi di nomi terzi se questi ci sono. A conferma che, eventualmente non si trovi una sintesi, le primarie siano tutt’altro che decise è arrivato poco dopo il post di Di Benedetto quello di Stefania Pezzopane che ha ribadito chiaramente che la cassetta degli attrezzi per scegliere il candidato deve essere quella indicata dal tavolo a cui, sottinteso, anche il Passo Possibile era presente:

“Si lavora insieme e si trova la sintesi insieme, sennò – si è deciso al tavolo – si va con le primarie come a Roma e Bologna e Torino dove il centrosinistra ha poi vinto. Le forze politiche e sociali nell’ultima riunione di mercoledì 19 hanno convenuto di procedere su questa strada, anche attraverso il coinvolgimento diretto dei candidati/e in campo, per arrivare ad una decisione in tempi rapidissimi di circa 10 giorni, e 4 ne sono già trascorsi. Se questo non sarà possibile,- si è deciso al tavolo- non si avranno preclusioni all’utilizzo di metodi di decisione alternativi, come le consultazioni primarie. Sono certa che tutti manterranno questo profilo unitario e nessuno metterà in discussione con escamotage o trovate dell’ultima ora decisioni prese insieme e che sono base per una campagna elettorale vincente.”

La discussione in seno al centrosinistra sembra ancora in alto mare, e il futuro del Pd, ancora in bilico tra voglia di rinnovamento e consolidate certezze, sembra il nodo chiave. Un tema del resto, quello del rinnovamento, esplicitamente posto negli ultimi anni da Stefano Palumbo e da Pierpaolo Pietrucci. Quest’ultimo non ha lesinato il classico cuoricino al post di Di Benedetto.

Tre anime del Pd, quella tradizionalmente legata alla classe dirigente che ha guidato il partito nel recente passato, e di cui la Pezzopane è adesso espressione apicale,  e quelle che guardano al rinnovamento rappresentato ad oggi da Palumbo ma anche dallo stesso Di Benedetto che del resto del Pd era dirigente.

Nel Pd ora c’è anche chi guarda con interesse al nome che sta emergendo nel Movimento 5 Stelle, il professor Fabrizio Marinelli legato da decennale amicizia con Giuseppe Conte e autorevole figura cittadina che potrebbe proprio rappresentare quelle figura terza rispetto agli uomini propriamente di partito e di cui i Dem potrebbero fidarsi. A una figura terza, presumibilmente diversa da quella di Marinelli, guarda anche Primavera Aquilana, la formazione che raccoglie il testimone delle esperienze civiche progressiste extracentrosinistra delle ultime due tornate elettorali: “Proponiamo che tutti facciano un passo indietro per fare tutti insieme un passo in avanti, scegliendo – insieme – un/una candidato/a che provenga dal mondo dell’impegno civico e sociale, che possa rappresentare e riunire il popolo di centrosinistra all’insegna del rinnovamento”. 

Qualcosa in più sulla situazione dovrebbe emergere domani in una conferenza stampa convocata da Americo Di Benedetto.


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