Centro storico, in consiglio salta il numero. Nervi tesi e maggioranza in difficoltà

di Alessio Ludovici | 13 Luglio 2021 @ 06:00 | POLITICA
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L’AQUILA – In pratica non è neanche cominciato il consiglio comunale ieri. Fuori sacco rispetto all’ordine del giorno precedentemente stabilito ci sarebbe dovuta essere una coda della discussione sul centro storico, con di nuovo i commercianti del centro a partecipare ai lavori dell’assise e la novità di un ordine del giorno di Giorgio De Matteis, molto critico nei confronti di Carla Mannetti e del sindaco già nel consiglio precedente

Un consiglio e una discussione anticipati da una due giorni difficili per l’Amministrazione sui temi del centro storico, dapprima per il giallo dei maxischermi per la finale europea, poi per il botta e risposta tra Stefania Pezzopane e Carla Mannetti sulla zona pedonale, che avrebbe bisogno di modifiche per la prima e che funziona benissimo per la seconda. 

L’ordine del giorno di De Matteis avrebbe dovuto avere il via libera dalla Lega e da Forza Italia, e avrebbe rischiato di rendere manifesta una nuova spaccatura in maggioranza con Fratelli d’Italia, il partito di sindaco e assessore alla mobilità. Vuoi o non vuoi l’assenza di diversi consiglieri di maggioranza e opposizione ha “salvato” la maggioranza. Tra gli assenti lo stesso Giorgio De Matteis che pur presente in aula non ha risposto alla chiamata. Alla prima chiamata sono seguiti momenti concitati tra il presidente Roberto Tinari e gli esponenti dell’opposizione. A scaldare gli animi la presenza, tramite il telefono del Presidente, del consigliere Luigi Di Luzio e che l’opposizione ha contestato, e quella della Bonanni contata tra i presenti e in realtà assente come poi verificato dal Segretario generale. Alla fine, verificata l’assenza del numero legale, il consiglio si è sciolto. 

Fuori, nel frattempo, era arrivata, inutilmente, una delegazione di commercianti che non l’hanno presa bene. Mentre in maggioranza si cerca una quadra, i commercianti aspettano risposte ormai da diversi giorni. La loro proposta è di rivedere le attuali zone pedonali, giudicate troppo penalizzanti, in particolare per alcuni settori merceologici, e premature in mancanza di servizi e parcheggi. Per una risposta ci sarà evidentemente ancora da aspettare ma intanto, lamentano, gli incassi sprofondano proprio nel periodo in cui, dopo il covid, si puntava alla ripresa. Bollette e tasse arrivano però puntuali.


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