Celano, notificato avviso conclusione delle indagini preliminari al sindaco Santilli e ad altre 32 persone

di Redazione | 30 Settembre 2021, @02:09 | CRONACA
Sindaco di Celano Settimio Santilli
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CELANO – È stato notificato l’avviso di conclusione delle indagini preliminari, emesso dalla Procura della Repubblica del Tribunale di Avezzano, nei confronti del sindaco di Celano Settimio Santilli, dell’ex vicesindaco Filippo Piccone e di altre 31 persone coinvolte nell’inchiesta denominata “Acqua fresca”.

I reati contestati a vario titolo vanno dal tentato peculato alla turbata libertà degli incanti fino alla falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici e, in un caso, all’induzione indebita a dare o promettere utilità nei confronti di una stagista; quest’ultimo reato è a carico di . Quest’ultimo reato è a carico di Piccone.

L’operazione “Acqua fresca” ha portato lo scorso 22 febbraio all’esecuzione di una misura cautelare nei confronti di 25 persone tra amministratori e funzionari comunali del Comune di Celano, liberi professionisti e imprenditori, residenti nella Province dell’Aquila, Roma, Teramo e Pescara.

Le indagini sono condotte dal nucleo investigativo del comando provinciale dei carabinieri dell’Aquila, con il sindaco Santilli che fu posto ai domiciliari mentre l’ex vicesindaco Piccone fu trasferito in carcere, a Vasto.

Le due misure cautelari sono state poi revocate dal Riesame e sostituite con l’obbligo di dimora fuori da Celano, revocato poi dalla Cassazione.

A febbraio, furono raggiunti da una misura cautelare anche l’allora segretario comunale, tre dirigenti comunali, un imprenditore e un libero professionista, per condotte antigiuridiche, finalizzate all’indebita percezione e erogazione di fondi comunali a liberi professionisti e imprenditori operanti nella Marsica.

Il sei maggio un’altra ordinanza è stata notificata dagli stessi carabinieri, a cinque dipendenti comunali, che ha previsto la sospensione dal pubblico impiego.

I dipendenti sono stati poi reintegrati i primi di settembre.

Dal momento della notifica, gli indagati hanno 20 giorni di tempo per presentare una memoria difensiva prima della richiesta di rinvio a giudizio.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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