“Altro che rilancio delle aree interne: Marsilio le ha trasformate in uno spot elettorale. La verità è che la Legge Regionale 32/2021, pensata per contrastare lo spopolamento dei comuni montani, è rimasta senza un euro. Una scatola vuota, utile solo per i titoli di giornale”.
È la dura accusa lanciata dai consiglieri regionali Giovanni Cavallari e Vincenzo Menna del gruppo Abruzzo Insieme, all’indomani della Commissione Vigilanza dell’11 settembre, dove è emerso chiaramente il mancato rifinanziamento della legge varata appena tre anni fa per sostenere i piccoli centri montani.
Secondo Cavallari e Menna, la Giunta regionale avrebbe completamente ignorato le esigenze dei territori più fragili, destinando fondi e risorse altrove. “Questo Governo regionale ha dimostrato di avere zero sensibilità verso uno dei problemi più gravi dell’Abruzzo: lo spopolamento delle aree interne. Basta guardare le priorità di spesa: invece di sostenere chi vive nei nostri borghi, si finanziano sponsorizzazioni sportive per club di calcio o grandi eventi culturali sulle città costiere. Tutto utile, certo, ma non urgente quanto tenere in vita interi paesi”.
I due esponenti di Abruzzo Insieme parlano di un fallimento certificato dai numeri: nessun rifinanziamento della L.R. 32/2021, nessun intervento strutturale, nessuna misura concreta a favore dei residenti nelle zone montane. “Chi sceglie di restare in montagna affronta ogni giorno difficoltà enormi, spesso senza servizi essenziali. Sanità, trasporti, scuole: tutto viene ridotto o tagliato. E il governo regionale? Tace, o peggio ancora, gira lo sguardo dall’altra parte”.
I dati, del resto, parlano da soli. Secondo le elaborazioni dell’Ufficio Statistica della Regione Abruzzo su base ISTAT, Rosello ha perso il 25% della popolazione tra il 2019 e il 2024, Pietracamela il 16,8%, Cansano il 14,6%. Indicatori che, secondo Cavallari e Menna, non possono più essere ignorati.
“Davanti a questi numeri serve un cambio di rotta radicale. Altro che fumo negli occhi: servono investimenti veri, servizi reali, scelte coraggiose. Marsilio si assuma le sue responsabilità: è finito il tempo degli spot, è il momento dei fatti”, concludono.









