Cattedrale San Massimo: almeno altri 10 anni per la ricostruzione

Diocesi dice no a copertura cupola da 2milioni e mezzo

di Cristina D'Armi | 07 Dicembre 2020 @ 06:30 | ATTUALITA'
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L’AQUILA – Sembra ancora un miraggio la ricostruzione della Cattedrale del Duomo dell’Aquila, dedicata ai santi San Massimo e San Giorgio, per la quale ormai si prevedono una decina di anni ancora.

Il progetto di recupero e ricostruzione ha avuto il via libera dalla Soprintendenza nel giugno del 2020 e dovrebbe essere ultimato nel 2021, così si potrà procedere all’appalto: sono stimati 3 anni per il primo lotto dei lavori, e altri 3 dopo aver ottenuto il secondo finanziamento dal Cipe. Ma non è tutto, bisognerà attendere ulteriori fondi per le varie rifiniture e la parte impiantistica. Dalle stime 2013/2014 si parla di 16milioni per la parte strutturale e almeno 10milioni per il restauro della Basilica. Un percorso lungo e travagliato anche perché dal 2013, data del primo progetto, sono cambiate le norme. Una complessa attività istruttoria, dunque, dovuta alla complessità del monumento ma anche al quadro di fatto aggravato dal tempo trascorso e dagli altri terremoti del 2016 e 2017 che hanno fatto il resto. Nel 2018 si era evidenziata la necessità di integrare il lavoro già fatto e nel 2019 la Soprintendenza aveva deciso di istituire un tavolo tecnico permanente che conta decine e decine di riunioni. La gara del primo lotto di lavori, unico finanziato dal ministero con 18 milioni di euro, che riguarderà il rifacimento della copertura e quindi la ricostituzione del coro e del transetto sinistro andati distrutti, sarà gestita da Invitalia. Del bando si occuperanno Mibact e Invitalia, l’Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa, di proprietà del ministero dell’Economia.

san massimo duomo laquila iannini

L’aggregato di “Sant’Emidio” del valore di 35 milioni non comprende l’edificio religioso in sé ma tutti gli alloggi privati circostanti di proprietà per la gran parte della Curia arcivescovile e di altri privati. E’ un aggregato edilizio complessivo di circa 15mila metri quadrati, che comprende i palazzi Arduini e De Nardis, il palazzo arcivescovile, la sacrestia, la casa canonica, l’area museo, l’ex seminario, l’Episcopio e che abbraccia parte di Piazza Duomo. Una parte dell’opera complessiva, del valore di 26milioni e 500mila euro, finanziata con Fondi Cipe, è in via di ultimazione e sarà riconsegnata nella primavera del 2021. La commessa dell’aggregato 961 è stata aggiudicata dal Consorzio di proprietari “Sant’Emidio” all’ATI – Associazione temporanea di imprese composta da Sac S.p.A (capogruppo), Costruzioni Iannini S.r.l.  e Dp Restauri.

Nonostante all’apparenza sembri non aver subito danni, basterebbe varcare il  portale principale per accorgersi che non è così. La parte centrale del Duomo, infatti, ha subito un collasso totale. Con il sisma del 6 aprile 2009 anche l’ala meridionale del transetto e l’arco trionfale sono crollati. Gravi lesioni sulle volte dell’aula e delle navate laterali, volte delle pareti laterali e nella zona absidale. Per salvare ciò che rimane di pavimenti, colonne, decori e affreschi, la Soprintendenza ha chiesto alla Curia di adoperarsi per la copertura della cupola. Risposta negativa da parte della Diocesi per l’intervento che costerebbe oltre 2 milioni di euro.

La Cattedrale di San Massimo e San Giorgio (il Duomo) venne fondata il 20 febbraio del 1257 quando, con la bolla di Papa IV, venne trasferita la sede vescovile da Forcona a L’Aquila. L’originaria costruzione in stile romanico a tre navate con transetto abside, fu completamente distrutta dal terremoto del 1703, ad eccezione del prospetto laterale destro, in pietra concia, ripartito da nove lesene scanalate e tre finestre ogivali. Dopo il terremoto del 1915, che non lascia gravi danni all’edificio, il prospetto principale e le strutture del presbiterio vengono rinforzate di calcestruzzo armato. Nel 1928 vengono realizzati i due campanili angolari su basamento tripartito da paraste estreme e colonne intermedie sopportanti il frontone.

 


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