Cassazione, lecito il controllo su chi perde tempo sul pc aziendale

di Redazione | 23 Novembre 2021 @ 06:00 | LA LEGGE E LA DIFESA
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L’AQUILA – Lecito il controllo su chi perde tempo su internet mentre lavora. È quanto emerge dalla sentenza 32760/21, pubblicata il 9 novembre dalla sezione lavoro della Cassazione. Bocciato il ricorso del datore.

Tutto è cambiato con le innovazioni introdotte dall’articolo 4 nel Jobs Act del 2015. Gli strumenti che il dipendente impiega per eseguire la prestazione, come il personal computer, possono essere utilizzati dall’azienda per verificare la diligenza dell’addetto nello svolgimento delle mansioni. Nella sentenza la Cassazione spiega che bene hanno fatto i giudici territoriali a rilevare che il dipendente rischia la sanzione disciplinare se perde tempo su Internet dal pc aziendale.

Il job acts in questo senso esclude la necessità dell’accordo con i sindacati per i controlli sui sistemi informatici utilizzati dai dipendenti per rendere la prestazione, mentre le garanzie restano per gli impianti audiovisivi che possono riprendere il personale all’opera. Per verificare la diligenza del lavoratore possono essere utilizzati anche i dati che emergono dai tornelli ad esempio, che registrano gli accessi del personale, e dai sistemi che rilevano le presenze in servizio.

 


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