Cassa integrazione: Regione Abruzzo al palo, critiche e autocritiche

di Redazione | 22 Aprile 2020 @ 08:36 | POLITICA
Artigianato
Print Friendly and PDF

L’AQUILA – Polemiche e autocritiche sui clamorosi ritardi con cui la Regione Abruzzo sta espletando l’iter necessario all’erogazione della Cassa integrazione in deroga prevista dal decreto per l’emergenza Coronavirus.

Il centrosinistra al completo e il Movimento cinque stelle accusano l’amministrazione guidata da Marco Marsilio di Fratelli d’Italia, l’assessore al Lavoro Piero Fioretti annuncia che nella serata di lunedì è arrivato il primo via libera all’Inps per l’erogazione della Cassa in favore di appena 264 lavoratori, e Lorenzo Sospiri di Forza Italia, presidente del Consiglio regionale, ammette il gap.

“Sulla cassa integrazione in deroga la Regione Abruzzo è ferma al palo. Sembra incredibile ma è proprio così: l’Inps ha comunicato di non aver ricevuto neppure una pratica. Siamo a quota zero, mentre circa 54mila lavoratrici e lavoratori abruzzesi aspettano la liquidazione della loro indennità”, denunciano in una nota Michele Fina, segretario regionale del Pd, Daniele Marinelli, responsabile lavoro dello stesso partito, Daniele Licheri, segretario regionale di Sinistra Italiana, Fabio Ranieri e Tommaso Di Febo di Articolo Uno, Giorgio D’Ambrosio, segretario regionale del Psi e Camillo D’Alessandro deputato di Italia Viva.

“Come abbiamo più volte denunciato, raccogliendo l’allarme e il grido di dolore da parte delle forze sociali, la Regione si è fatta trovare completamente impreparata: prima l’inspiegabile ritardo nell’attivazione delle procedure; adesso questa incredibile attesa prima dell’inoltro all’Inps delle pratiche ricevute sulla piattaforma online regionale. Adesso basta; c’è un limite a tutto”, aggiungono.

“Sull’emergenza Covid-19 la Regione Abruzzo ha indiscutibilmente adottato in modo efficiente ed efficace misure straordinarie che hanno permesso al nostro territorio di eccellere nel contenimento della pandemia. È però evidente che sui ritardi nella trasmissione delle pratiche della Cassa integrazione in deroga sono stati fatti errori, inutile nascondersi dietro un dito”, ammette Sospiri.

“Ammettiamo il gap, mettiamoci testa bassa a lavorare per recuperare molto velocemente il tempo perso, porgendo le nostre scuse a chi sta pagando il nostro ritardo, poi arriverà anche il tempo per chiarire modalità e responsabilità per tale errore”.

“Mi ritengo un uomo di parte che oggi ricopre, in seno al Governo regionale, un ruolo superpartes – chiarisce Sospiri -. Questo non mi rende ottuso, né tantomeno indifferente, ovvero non offusca la mia capacità di guardare e di giudicare con oggettività il nostro operato. Sulla Cassa integrazione in deroga la macchina si è arrestata e non doveva accadere perché già in tempi non sospetti avevamo evidenziato tale rischio che avremmo dovuto impedire a ogni costo perché parliamo di lavoro, di occupazione, di migliaia di famiglie che da due mesi sono senza lavoro, ossia senza stipendio, e che contano su quella misura per la sopravvivenza”.

“E il dato non ci piace: sappiamo che il provvedimento dovrà riguardare almeno 10mila 64 aziende, per 25mila 561 dipendenti, con una richiesta di Cig in deroga pari a 5milioni 445mila 414 ore richieste, che saranno coperte con un fondo pari a 44milioni 107mila euro. Alle 17,30 di oggi (ieri, ndr) abbiamo verificato che dei 10.578 iter generati, ne sono stati inseriti solo 382 e non possiamo accettarlo. E allora: siamo in ritardo, non cerchiamo scusanti, non nascondiamoci dietro a un dito”, spiega Sospiri.

“Adesso è il momento di ringranare la marcia, mobilitare tutte le forze amministrative disponibili da concentrare sulla trasmissione dei dati – conclude -. Chiedo e chiediamo scusa alle famiglie che dovranno ancora attendere per vedersi riconosciuto un diritto, poi dovrà arrivare il tempo dei chiarimenti”.


Print Friendly and PDF

TAGS