Cassa in deroga, in Abruzzo meno della metà dei lavoratori pagati

di Redazione | 20 Maggio 2020 @ 17:45 | CRONACA
INPS
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L’AQUILA – Sono appena la metà i lavoratori abruzzesi interessati dalla Cassa integrazione in deroga (Cigd) che, a distanza di più di due mesi dal lockdown e quindi verosimilmente dagli ultimi stipendi, hanno ricevuto l’accredito del sostegno da parte dell’Inps.

Lo rende noto lo stesso Istituto: 10.714 le domande pervenute, che riguardano 25.027 lavoratori e solo 12.168 sono stati pagati.

Il dettaglio per provincia evidenzia che a Chieti su 6.836 lavoratori interessati, sono stati pagati in 3.602, in provincia dell’Aquila su 5.121 sono stati pagati in 3.074, in provincia di Pescara su 7.202 sono stati pagati in 2.639, in provincia di Teramo su 5.868 lavoratori interessati sono stati pagati 2.853.

Va meglio per il bonus di 600 euro destinato ai lavoratori autonomi: su 111.218 domande, 85.004 sono state pagate.

“Sin dall’inizio dell’emergenza Covid-19”, si legge nella nota, “l’Inps Abruzzo si è impegnato a fornire periodicamente agli organi di stampa ogni necessaria informazione sulle prestazioni, individuate dalle disposizioni di legge, per far fronte al grave periodo emergenziale; ciò nella consapevolezza che con detta informazione possa esser data pubblica e doverosa contezza dell’andamento delle attività e dell’impegno profuso dalle Sedi territoriali Inps abruzzesi verso i cittadini-utenti”.

“Relativamente agli strumenti di integrazione salariale, al bonus baby sitting e alla naspi, (prestazioni lavorate a livello locale) e con riferimento al particolare contesto attuale, nel quale si mostrano purtroppo anche aspetti di comprensibile tensione sociale, l’Inps Abruzzo adotta quindi la strada di ‘far parlare i numeri’ anche quando questi possano rilevare qualche criticità che può anche non essere di natura operativa”.

Inps infine “sottolinea il lavoro puntuale, responsabile e generoso effettuato da molti dipendenti delle sedi abruzzesi, anche nei giorni non lavorativi e festivi, a fronte di questa fase critica”.

 


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