L’AQUILA – L’Ordine distrettuale degli Avvocati dell’Aquila, insieme al Comitato Pari Opportunità, alla Camera Minorile d’Abruzzo, alla Camera Penale “E. Lopardi jr”, alla Camera Civile “Avv. Fulvio Frasca” e alla sezione Aiga dell’Aquila, interviene con una nota congiunta sul caso dei minori che vivevano nella cosiddetta “famiglia nel bosco”, esprimendo forte preoccupazione per l’esposizione mediatica della vicenda.
Le sigle forensi, dopo aver “lette le notizie di stampa sul caso dei minori che vivevano nella cd. ‘casetta nel bosco’”, rilevano che “la ripetuta esposizione mediatica dei minori coinvolti integra palese violazione del loro diritto alla riservatezza ed alla tutela della loro identità personale” e richiamano “il principio fondamentale del miglior interesse del minore, affermato e garantito dalle Fonti sovranazionali e dalle Convenzioni internazionali”.
La nota denuncia anche il clima di ostilità nei confronti dei magistrati: viene preso atto “degli insulti e delle minacce personali rivolte alla Presidente del Tribunale per i Minorenni di L’Aquila ed ai membri del Collegio”, che configurano “grave lesione della loro dignità professionale, con il palese intento di minarne la serenità di giudizio”.
Gli avvocati ribadiscono che “i provvedimenti giurisdizionali vanno rispettati e, se ritenuti illegittimi e/o erronei, impugnati nelle sedi giurisdizionali deputate” e sottolineano “il grave danno che il clamore mediatico della vicenda sta producendo sui minori interessati”.
Viene richiamata inoltre “la funzione di garanzia dell’Avvocato, il cui ruolo è tanto più pregnante nei procedimenti in cui si dibatte dei diritti fondamentali dell’infanzia e delle persone”, ed è espressa “solidarietà ai predetti Magistrati”, che devono poter esercitare la giurisdizione “scevri da qualsivoglia ingerenza o condizionamento”.
Infine, un appello diretto ai mezzi di informazione: gli avvocati invitano gli organi di stampa “al rispetto delle norme deontologiche che li vincolano in materia di tutela dei minori” e a garantire un’informazione “equilibrata e rispettosa della delicatezza dei diritti in campo”, evitando “ogni intento di facile remuneratività della discussione mediatica in termini superficialmente polarizzanti e scandalistici”, soprattutto in presenza di “un giudizio tuttora in corso”.








