Caserma Pasquali Campomizzi, gara per le verifiche sismiche. Ma l’Adsu?

di Alessio Ludovici | 29 Aprile 2021 @ 06:00 | ATTUALITA'
caserma pasquali campomizzi
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L’AQUILA – E’ fissato alle 12 del 26 maggio il termine per partecipare alla gara indetta dal Provveditorato alle Opere pubbliche per la valutazione della vulnerabilità sismica dei fabbricati I-H, B, P, F, G, C, E, A, Z, L, M, N, O della Pasquali e H, F, G della Campomizzi. Si tratta di servizi di consulenza in ingegneria strutturale per circa un milione di euro. Sono i corpi di fabbrica oggi usati dall’esercito. Altre tre palazzine, infatti, sono ancora all’Adsu, l’azienda per il diritto agli studi universitari. Che fine farà questa parte di caserma non è chiaro. L’Adsu, nel gennaio del 2019, si era impegnata entro 4 anni a una graduale riconsegna ai militari, che hanno sempre voluto rimanere qui preferendo piuttosto lasciare la Rossi in prospettiva.

L’accordo tra enti del 2019 si basava sull’assunto che l’Adsu avrebbe ricostruito un proprio studentato di cui ad oggi non c’è l’ombra. Il vecchio sito di via XX settembre diventerà un memoriale, mentre l’Adsu in teoria dovrebbe andare nella ex Carducci. 

Ma il rischio più che concreto, a questo punto, è che di fatto si è arrivi al 2022 senza più posti letto pubblici per gli studenti meritevoli e svantaggiati da un punto di vista economico. 

L’Adsu alla Campomizzi nacque dopo il sisma soprattutto grazie alla volontà degli studenti e dell’allora Prefetto Gabrielli. I tre corpi di fabbrica, restaurati, dapprima vennero utilizzati per accogliere gli sfollati, e quindi affidati all’Adsu. Una risposta all’emergenza abitativa degli studenti che hanno continuato a credere nella nostra città. Addirittura, per un certo periodo, si è parlato anche di una completa trasformazione dell’area in zona universitaria, di pari passo con il recupero alla vita civile dell’area di Piazza d’Armi. Una connessione lungimirante di servizi e funzioni che poi, per un motivo o per un altro, non è andata a buon fine. Sarebbe sorto, infatti, un moderno e vero campus universitario da più di 1000 posti a due passi da piazza d’armi, sulle principali traiettorie dei mezzi pubblici, un progetto che avrebbe certamente cambiato il volto della città. Con l’accordo del 2019, quindi, il definitivo cambio di rotta. Con la stessa lena con cui si è arrivati alla chiusura dell’accordo per la fondazione di natura privatistica Collegio d’Aragona che ospiterà con fondi Restart studenti, meritevoli ma senza criteri di reddito, e ricercatori, andrebbe affrontato il rebus dei posti letto dell’Adsu. 


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