Case post-sisma, AVS: “Basta precarietà nei Progetti C.A.S.E. e MAP” – A pochi giorni da un comunicato sulla situazione abitativa del personale della Guardia di Finanza, Alleanza Verdi Sinistra L’Aquila riporta l’attenzione su un tema più ampio e ancora irrisolto: quello dei cittadini che vivono nei Progetti C.A.S.E. e nei MAP senza una prospettiva stabile.
Giacomo Pio, Pierluigi Iannarelli e Lorenzo Rotellini, rispettivamente responsabile organizzazione, segretario comunale e consigliere comunale di AVS L’Aquila, sottolineano come molte persone si trovino ancora oggi in una condizione di precarietà abitativa.
“Molti cittadini vivono con un atto di concessione dell’alloggio, una condizione che non garantisce stabilità nel tempo e che può essere revocata. È una situazione profondamente diversa da quella dell’edilizia residenziale pubblica, che rappresenta invece una prima soluzione stabile e una base per il riscatto”, dichiarano.
La richiesta: una “fase due” per uscire dalla provvisorietà
Per i rappresentanti di AVS è necessario avviare una nuova fase che consenta il passaggio da una sistemazione temporanea a una soluzione abitativa definitiva.
“Serve una vera fase due – spiegano – sostenuta da una programmazione attenta e da risorse adeguate. Il Comune può utilizzare i dati dei censimenti per pianificare la fuoriuscita dalla provvisorietà, ma deve lasciare la gestione dell’edilizia residenziale pubblica all’azienda regionale competente”.
Un percorso che, secondo AVS, deve coinvolgere anche Stato e Regione, non solo attraverso fondi nazionali ma anche con il supporto dei ministeri delle infrastrutture e delle politiche sociali.
Le soluzioni possibili e il confronto con il Comune
Secondo Pio, Iannarelli e Rotellini le soluzioni esistono già, ma devono essere applicate in modo sistematico ed equo: dall’utilizzo degli alloggi disponibili al recupero delle case popolari, fino all’eventuale acquisto di immobili da privati.
“La capacità di individuare soluzioni abitative per esigenze specifiche dimostra che gli strumenti esistono. Ora è necessario applicarli in modo strutturale, per garantire una prospettiva stabile a tutti i cittadini ancora nei Progetti C.A.S.E. e MAP”.
Da qui la richiesta diretta al sindaco Pierluigi Biondi: “Chiediamo se queste azioni siano già state prese in considerazione e se si intenda avviare questa fase due, oppure se si voglia lasciare una parte della popolazione a vivere ancora in quartieri nati come soluzione emergenziale”.
“È il momento di superare definitivamente la logica della concessione temporanea. Non si può vivere a tempo indeterminato in una condizione provvisoria: tutti devono avere diritto a una casa degna”.
L’Aquila, Progetti C.A.S.E. e MAP: i residenti ringraziano chi porta voce alle nostre esigenze
Ad oggi, mentre L’Aquila viene celebrata come simbolo di rinascita e Capitale Italiana della Cultura 2026, la realtà che viviamo nei Progetti C.A.S.E. e MAP è molto diversa. Le immagini e gli eventi raccontati a livello nazionale mostrano una città rinata, piena di opportunità e vivacità culturale, ma chi abita nei quartieri C.A.S.E. e MAP conosce ogni giorno difficoltà concrete, precarietà abitativa e mancanza di prospettive stabili.
Molte persone hanno perso fiducia e speranza, perché vivono in abitazioni nate per l’emergenza, con concessioni temporanee che non offrono sicurezza a lungo termine. È fondamentale che si avvii un reale passaggio verso soluzioni abitative stabili, come le case popolari, prima che la situazione peggiori e che anche ciò che resta venga perduto nel tempo.
In una città celebrata a livello nazionale per la cultura e la rinascita, ricordiamo che la nostra quotidianità racconta una storia diversa, fatta di sacrifici, precarietà e attese. Le nostre esigenze non sempre trovano spazio nei racconti ufficiali: la realtà vissuta nei quartieri C.A.S.E. e MAP è fatta di case temporanee, limitazioni contrattuali e incertezze sul futuro, elementi che chi non vive qui fatica a comprendere.
Ringraziamo di vero cuore Gabriele Ferrara e Gamal Bouchaib, il cui impegno volontario ci dà speranza e dimostra che è possibile portare attenzione concreta sui problemi reali dei residenti. La loro iniziativa, insieme alla sensibilizzazione che stanno portando avanti, rappresenta un faro per chi da anni vive nell’incertezza abitativa.
Infine, vogliamo collegarci all’articolo pubblicato ieri da Alleanza Verdi Sinistra (AVS) L’Aquila, che ha sottolineato la necessità di una “fase due” per uscire dalla provvisorietà dei Progetti C.A.S.E. e MAP. AVS ha indicato strumenti concreti e percorribili, come il censimento degli alloggi, il recupero delle case popolari e l’intervento coordinato di Comune, Regione e Stato, per dare finalmente una prospettiva stabile a chi vive ancora in condizioni temporanee.
Noi residenti ribadiamo il nostro sostegno a questo lavoro: il nostro grido di attenzione e speranza trova voce grazie a chi si impegna a farlo emergere. Grazie di cuore Gabriele, Gamal e AVS: siamo con voi e vi sosteniamo pienamente nella vostra battaglia per la stabilità abitativa.









