Case famiglia Asl, Cgil: “Trasferimento compromette i percorsi di socializzazione”

di Redazione | 21 Ottobre 2021, @05:10 | ATTUALITA'
Anthony Pasqualone
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L’AQUILA – Riceviamo e pubblichiamo dal segretario generale L’Aquila Cgil Francesco Marrelli e dal segretario provinciale L’Aquila Fp Cgil Anthony Pasqualone sulla vicenda delle case famiglia che rischiano un trasferimento fuori città.

“La storia della Comunità Socio Riabilitativa Familiare per disabili, cosiddetta “Casa Famiglia” ex Piccola Opera Caritas, ha rappresentato un unicum nel panorama di politica socio riabilitativa nei soggetti portatori di handicap psico fisico e sensoriale, nata dal grande entusiasmo prodotto dalla voglia di rinnovamento della psichiatria, ha anticipato di due anni la Legge Basaglia, Legge fondamentale di riforma nel sistema psichiatrico italiano.

Su quell’onda culturale ed emotiva, nasceva il Presidio Pubblico Multizonale di Riabilitazione, riconoscendo pubblico il servizio prestato dalle Case Famiglia dell’ex Piccola Opera Caritas.

Una scelta politica che ha rappresentato un vanto per la regione Abruzzo e per la stessa ASL sin dagli anni ottanta, strutture riabilitative che, per opportunismi ragionieristici, oggi sono ridotte al lumicino, umiliate da insensate logiche di equilibrio di bilancio senza alcuna capacità di progettazione e programmazione, privando lo stesso servizio di una moderna visione socio sanitaria.

Nella continua logica di smantellamento, rientra anche l’ultima notizia di cronaca che vede l’ulteriore trasferimento della Casa Famiglia nel Comune di Navelli dall’attuale struttura ubicata presso il Rotilio Center, presumibilmente a seguito di una ispezione dei NAS.  

L’ennesimo trasferimento, che arriva a poco più di 3 anni dall’ultimo, rischia di compromettere i nuovo i percorsi di inserimento e socializzazione che, con estrema fatica, si sono provati a costruire sin d’ora.

Carenza di personale, mancanza di luoghi idonei, assenza di programmazione e progettualità stanno arrecando un grave pregiudizio all’operatività del servizio rivolto alle persone bisognose della nostra comunità.

Inoltre, esprimiamo serie preoccupazioni rispetto alle conseguenze che tale trasferimento arrecherebbe agli ospiti della citata struttura, persone che si trovano in una condizione di nota fragilità, nei confronti dei quali è necessario garantire azioni che sostengano una condizione di stabilità.

Pur non conoscendo la soluzione logistica che sarebbe stata individuata nel comune di Navelli, siamo convinti che, attraverso una azione coordinata tra ASL e Comune dell’Aquila, unitamente alle parti sociali, sia possibile e doveroso trovare una allocazione dignitosa, funzionale e definitiva nel capoluogo Aquilano.

Infine, palesiamo la necessità urgente di riavviare un confronto con la ASL ed il Comune, atteso che, fino ad oggi, nessuna informativa è stata effettuata nei nostri confronti; riteniamo altresì doveroso fare chiarezza su questa vicenda anche per conoscerne la portata che potrebbe interessare anche le altre strutture sanitarie e socio sanitarie che insistono nei pressi del Rotilio Center, come ad esempio il Dipartimento di Salute Mentale.”

 


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