Case abbandonate in centro storico: covo delle nuove generazioni e non solo

La segnalazione

di Cristina D'Armi | 13 Ottobre 2020 @ 07:00 | ATTUALITA'
l'aquila
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L’AQUILA – Tra macerie e case abbandonate si nascondo le nuove generazioni. Rifugi di fortuna per senzatetto o sedi per lo spaccio di droga. A Laquilablog è giunta la segnalazione da parte di un lettore che ha avvistato una baby gang uscire da un edificio abbandonato del centro storico in stato confusionale.

Le vecchie case dal centro storico, ormai strutture abbandonate in degrado e lasciate a se stesse dopo quasi 11 anni dal terremoto, sono preda degli sciacalli, ma non solo. All’interno di queste abitazioni si nascondono gli “invisibili”, persone che hanno bisogno di aiuto ma non lo chiedono e preferiscono sopravvivere nel buio, lontano dagli occhi di tutti. Così le case inagibili del terremoto sono divenute una centrale per il consumo e lo spaccio di sostanze stupefacenti: diverse le operazioni delle forze dell’ordine che hanno portato al sequestro di cocaina, hashish, eroina e metadone. Strutture che possono risultare pericolose anche per coloro, talvolta minorenni, che li frequentano illecitamente. In città ci si interroga se non sia il caso di scongiurare l’accessibilità con i mezzi fisici più opportuni e idonei: recinzioni, cancelli, tamponature, ma anche telecamere di sicurezza e – magari – un servizio di vigilanza privata. 

Ma non è solo questo. Gli adolescenti figli del terremoto del 2009 percepiscono la zona rossa come spazio vuoto e, pertanto, utilizzabile. Per le nuove generazioni violare il divieto d’uso dello spazio pubblico -la zona rossa -, occupare temporaneamente le case da ricostruire, “scrivere” sui muri dei palazzi serve a questa generazione post-sisma a “sentirsi a casa” nei vicoli di una città distrutta e che poco riconoscono. Dal momento che poche sono le famiglie tornate a vivere in centro, la maggior parte delle case risulta di libero accesso a chiunque. O perché in stato di cantiere o perché violate nel corso del tempo, le porte e i portoni sono continuamente aperti e le case esplorate con diverse finalità da ladri, operatori del settore edile, curiosi, turisti, abitanti. Entrare in alcune delle case del centro storico ancora abbandonate significa oggi constatare che in nessuna di esse il tempo si è cristallizzato: ai traslochi, ai puntellamenti e alla contemporanea visita di sciacalli, si sommano continui e visibili passaggi ed è impossibile capire chi, quando e perché vi sia transitato.

Uno scenario desolante sia per chi vede una parte della una città in decadenza dopo 11 anni, sia per chi vorrebbe tornare ad abitare i vicoli e “le case” in cerca di spazi di normalità.

 

 


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