Cas, tanti hanno già pagato. In lavorazione altri 3600 avvisi. Si lavora alle rateizzazioni

Aggiornamento - Le dichiarazioni di Paolo Romano, Alessandro Tomassoni

di Alessio Ludovici | 26 Ottobre 2023 @ 13:15 | POLITICA
commissione bilancio autonoma sistemazione
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L’AQUILA – Si lavorerà per rafforzare il meccanismo di rateizzazione degli avvisi inviati dal Comune. Questo l’esito principale della commissione bilancio, convocata dal presidente Livio Vittorini.

La commissione si è riunita a Villa Gioia per fare un punto sui Contributi di autonoma sistemazione erroneamente percepiti fino al 2015, quando lo strumento di emergenza venne cessato definitivamente. A richiedere un confronto era stato anche il consigliere Paolo Romano nei giorni scorsi.

Un fascicolo spinoso. Al di là delle semplificazioni, infatti, le casistiche, ben 27 è stato spiegato, originano da un complesso quadro normativo di Opcm e non solo. C’è chi ci ha marciato, non c’è dubbio, e lo dimostrano diversi casi con migliaia e migliaia di euro indebitamente ricevuti.

L’85% delle posizioni però è al di sotto dei 2mila euro e originano dalla confusione di quegli anni. La casistica principale, non a caso, è quella legata alla differenza tra fine lavori e rientro effettivo nell’abitazione dove, soprattutto nei condomini, è regnato il caos.

Che si tratti spesso e volentieri di errori in buona fede lo testimonia anche il fatto che su 1100 avvisi già notificati, 250 persone hanno già provveduto al pagamento nonostante la scadenza fissata al prossimo 14 dicembre.

5400 le posizioni da accertare

A fornire il quadro è stato il segretario generale del Comune, Lucio Luzzetti. In totale, ha spiegato Luzzetti in commissione, sono 5400 circa le posizioni da chiarire, meno dei 6000 ipotizzati da una prima istruttoria. Tolte le posizioni inferiori ai 50 euro, si tratterà di circa 4700 avvisi.

Come detto 1100 sono già partiti, 250 hanno pagato. Diverse, ha informato Luzzetti in commissione, le pratiche rilavorate dopo le istanze del cittadino. La società che si occupa della riscossione, la Assoservizi, ha avuto oltre 1000 accessi telefonici e comunque garantito, tramite un Qr code, l’accesso a tutte le informazioni sulla situazione debitoria degli avvisati.

Altri 1500 avvisi sono in fase di stampa. I restanti sono ancora in fase di analisi da parte di Assoservizi. In totale, con le 4700 avvisi, si punta a recuperare somme per quasi 5milioni e mezzo di euro. Somme che, almeno in teoria, dovrebbero tornare allo stato centrale.

La proposta in Commissione

Grazie a una delibera del Comune del 2013 è già possibile rateizzare ma, per venire incontro alle difficoltà di molti, dalla commissione è arrivata la proposta di rafforzare il meccanismo di rateizzazione. C’è stata un’apertura in tal senso anche da parte degli assessori Manuela Tursini e Paola Giuliani.

I possibili contenziosi e i termini di prescrizione

Sarebbero 41, sulle prime 1100 pratiche, i cittadini che hanno richiesto gli atti al Comune e potrebbero procedere a un ricorso. Sulla vicenda non sono mancate le critiche, dalle opposizioni ma anche da esponenti della maggioranza come Fabio Frullo. A non convincere i commissari sono le procedure seguite dal Comune ma anche l’atto amministrativo scelto, nonché le tempistiche. Le informazioni sulle tempistiche della prescrizioni sono state, lo ha confermato Assoservizi, una delle domande più gettonate essendo passati anni dall’effettiva erogazione del Cas. La posizione del Comune, spiegata dal dirigente dell’avvocatura Domenico De Nardis, è chiara in tal senso. I termini di prescrizione partono dal momento in cui l’ente effettivamente si accorge dell’indebita percezione e quindi da quest’anno.

Critiche e polemiche sui ritardi

Qualche critica anche sulla scelta di affidare il recupero ad una società esterna anziché al Sed che avrebbe potuto, secondo esponenti di minoranza, almeno occuparsi di tutta la fase istruttoria e propedeutica agli avvisi.

Polemiche però ci sono state anche sui ritardi di questa azione, generata – questa l’accusa delle opposizioni – solo dopo i solleciti della Corte dei Conti. Una prima tranche di azioni era già partita anni fa, e il recupero era all’80% poi, spiegano le minoranza, si è fermato tutto e si è smantellato l’ufficio del Cas.

AGGIORNAMENTO

Le dichiarazioni di Paolo Romano, Alessandro Tomassoni

Nonostante non siamo affatto convinti dalle interpretazioni fornite in sede di commissione Bilancio dal Settore Avvocatura comunale sul fatto che l’amministrazione possa inviare agli aquilani accertamenti sul Cas dopo 14 anni dal sisma 2009 senza incappare nella prescrizione, non faremo certo come l’opposizione ai tempi di Cialente che consigliò agli aquilani di non pagare le bollette Case per poi mandare, una volta al governo, le cartelle proprio su quelle bollette; con gli altri colleghi dell’opposizione ci siamo battuti per avere almeno la certezza del procedimento. Nel frattempo i ricorsi dei singoli cittadini stanno già arrivando al Comune.

Ricostruendo il passato non possiamo non ricordare che l’amministrazione Cialente aveva proceduto ad accertare l’erogazione del Contributo di Autonoma Sistemazione già nel 2013 e, attraverso la creazione di un apposito ufficio e l’aiuto del SED che garantiva operazioni in house, aveva verificato e individuato 1519 procedimenti di recupero provvedendo a far rientrare l’83% dell’accertato per quasi 3 mln di euro; un lavoro iniziato nel 2013, cioè nei tempi dovuti per il recupero crediti. Un lavoro che dal 2017 l’attuale amministrazione di centrodestra, appena insediata, decise di stoppare, smantellando l’ufficio Cas e decidendo di non procedere più al recupero crediti. Oggi, dopo sei anni di governo, decide di fare marcia indietro, ma di non rimettere in piedi l’ufficio e di non usufruire del SED e procede ad un affidamento esterno per 136.000 euro. Ma dopo più di dieci anni si possono ancora vantare crediti esigibili? Da qui si dovrebbe ripartire, come bisognerebbe tenere a mente che la delibera 363/2013 della precedente amministrazione stabiliva anche le rateizzazioni a seconda degli importi dovuti: oggi non vi è traccia neanche di un nuovo atto che parli di rateizzazione, ci si aggancia al vecchio.

“Ho dichiarato in commissione che si dovrebbe almeno contestualizzare l’azione del 2013 e inserire il correttivo dell’ISEE: tutti i cittadini sono alle prese con l’altissimo costo della vita e quelli che hanno un ISEE basso non riusciranno mai a far fronte ai pagamenti, neanche con le rate decise nel 2013. Pertanto nei riguardi delle fragilità sociali l’amministrazione comunale potrebbe approvare una nuova delibera di Giunta che raddoppia il numero di rate per agevolare i pagamenti. In sede di commissione l’assessore al Sociale Tursini ha dichiarato che studierà un modo per inserire questo correttivo.” dichiara Paolo Romano.

“Le nostre considerazioni, tutte, sono frutto dello studio degli atti ma soprattutto dell’ascolto della città che questa Giunta continua a non fare e che avrebbe dovuto fare prima delle scelte sul recupero del CAS, prima di dare l’affidamento all’Assoservizi e certamente prima di mandare gli accertamenti. Oggi rappresentanti della Giunta dichiarano di voler valutare caso per caso: perché gli stessi non hanno ritenuto di farlo prima di mandare accertamenti a cascata? Una cosa è certa: se non fosse arrivato l’input della Corte dei Conti che ha esplicitamente chiesto notizia al Comune sul mancato adempimento sul recupero dei Cas, probabilmente non si sarebbero mai posti il problema che c’è ed è grande.”


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