Carsoli. Assenteismo: due vigili licenziati in tronco

di Marianna Gianforte | 05 Dicembre 2022 @ 06:00 | CRONACA
Polizia Locale
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CARSOLI – Licenziati in tronco. E’ l’esito del procedimento disciplinare, firmato dal segretario comunale di Carsoli Francesco Cerasoli, arrivato la settimana scorsa a distanza di pochi giorni l’uno dall’altro a carico dei due dipendenti della polizia locale di Carsoli, il comandante Stefano Zazza e l’agente Benedetto Angelini, coinvolti anche in un procedimento penale appena avviato, noto già con l’epiteto di ‘caso di assenteismo’. Le accuse più gravi mosse a conclusione delle indagini (il 7 giugno) del pubblico ministero Ugo Timpano sono: truffa, falsità ideologica e peculato per il comandante Zazza; di concorso nella commissione di alcuni reati per l’agente Angelini.

assenteismo

I due in concorso tra loro avrebbero, tra le altre cose, “falsamente attestato la loro presenza in ufficio”, assentandosi ingiustificatamente; e ancora Zazza in particolare avrebbe “in qualità di responsabile della polizia locale di Carsoli, mediante un uso continuativo e pressocchè quotidiano, finalizzato solo ed esclusivamente al soddisfacimento di esigenze personali, si appropriava” di diverse autovetture Fiat assegnate alla polizia locale di cui aveva disponibilità per ragioni del suo ufficio” per esigenze che nulla avevano a che fare con la propria attività lavorativa. Un caso che ha gettato nello scompiglio il Comune marsicano, soprattutto per la figura molto conosciuta del comandante che lavora a Carsoli da circa 30 anni.

A scoperchiare quello che – leggendo il corposo dispositivo di chiusura delle indagini del tribunale di Avezzano – appare come un vero ‘Vaso di Pandora’ (otto pagine in cui si elencano tutti i fatti contestati, che vanno dal settembre all’ottobre del 2020 e poi uno nel 2021) è stata la denuncia presentata nel 2019 dalla sindaca di Carsoli Velia Nazzarro; la molla: l’ennesima assenza del comandante Zazza sul posto di lavoro durante il suo turno. Ma tra le ‘fonti di prova’ l’autorità giudiziaria ha acquisito anche, come si legge nel dispositivo del tribunale, “informative e annotazioni di polizia giudiziaria; informazioni di soggetti che hanno riferito in merito ai fatti contestati, tra cui quelle dei titolari degli esercizi commerciali ai quali si è rivolto Zazza” e, naturalmente, “le immagini registrate dalle telecamere del Comune di Carsoli”.

Le indagini sono state condotte dal nucleo operativo e radiomobile dei carabinieri di Tagliacozzo e sono state portate avanti per molti mesi anche con pedinamenti, utilizzo di telecamere e di un sistema satellitare installato su un’auto Fiat Panda in dotazione alla polizia locale. A difendere gli indagati sono gli avvocati Mario Flammini, Omar Sanelli e Franco Colucci. La difesa del Comune è affidata a Roberto Di Pietro.

Da ricordare che già a febbraio di quest’anno su disposizione del giudice per le indagini preliminari del tribunale di Avezzano Maria Proia, il comandante Zazza è stato raggiunto dalla misura cautelare della sospensione dall’esercizio di pubblico e gli sono stati sequestrati circa duemila euro corrispondenti all’ammontare del presunto danno provocato al Comune di Carsoli. Oltre al procedimento amministrativo, che ha un effetto immediato (il licenziamento), dunque, in parallelo e in modo indipendente corre quello penale, che ha tempi e procedure differenti e che vedrà l’avvio a marzo. L’udienza preliminare che si sarebbe dovuta tenere al tribunale di Avezzano lunedì 28 novembre è stata, infatti, rinviata alla primavera prossima a causa di un ‘impedimento’ presentato dall’avvocato di uno dei due indagati. Una battaglia legale, dunque, che si preannuncia pesante e destinata a generare scalpore per la molteplicità dei fatti contestati a entrambi. Intanto sul licenziamento in tronco di Zazza e di Angelini i rispettivi avvocati difensori sono già al lavoro per un ricorso, mentre il comandante, rispondendo al quotidiano ‘Il Messaggero’, si dice “tranquillo”. “Faremo ricorso al provvedimento di licenziamento e ricordo che non sono stato ancora rinviato a giudizio” ha detto incalzato dalle domande.

 

 


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