Caro prezzi. Da Milano il grido d’allarme dei giovani contadini abruzzesi

Coldiretti Abruzzo si è unita alla protesta organizzata ieri al 'Villaggio Coldiretti". Il delegato per l'Abruzzo Scorrano: "Un'impresa su quattro sta riducendo la produzione"

di Marianna Gianforte | 01 Ottobre 2022 @ 06:18 | ATTUALITA'
coldiretti abruzzo
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MILANO – Il grido d’allarme per una crisi che sta procedendo a tutta velocità coinvolgendo anche il settore agricolo è partito ieri dal ‘Villaggio di Coldiretti‘, al Parco Sempione di Milano, dove si sta svolgendo la grande ‘fiera’ per far conoscere la biodiversità e la sostenibilità dell’agricoltura italiana: da lì, il luogo per antonomasia della festa e dei colori dei prodotti tipici italiani di qualità si è alzato, ieri, la protesta degli agricoltori (giovani per lo più) contro la crisi scaturita dai rincari di merci, materie prime e carburanti. Un sos rivolto soprattutto al Governo affinchè salvi, con provvedimenti immediati, centinaia di aziende. Dal ‘Villaggio’ del Sempione anche gli agricoltori di Coldiretti Abruzzo hanno voluto lanciare il loro appello, unendosi così a quelli arrivati da tutta Italia: decine i primati del made in Italy a tavola rischiano di subire un duro colpo dal caro prezzi e dai rincari dell’energia.

Il ‘Villaggio Coldiretti‘ al parco Sempione è la più grande fattoria mai realizzata nel centro di una città, con maxi mercato contadino, street food a chilometri zero, pet therapy con gli animali della fattoria, agrichef ai fornelli, agriasilo, le eccellenze agroalimentari di filiera Italia, le innovazioni tecnologiche a basso impatto ambientale e i prodotti del social farming. Un patrimonio da primato mondiale dell’Italia che rischia di sparire sotto la pressione della crisi. Anche il delegato di ‘Coldiretti Giovani impresa’ Giuseppe Scorrano ha lanciato da questo parco speciale un grido di allarme rivolto al Governo:

“Chiediamo al Governo di intervenire al più presto, questa è un’emergenza vera, parliamo di imprese che producono cibo e che non ce la fanno più ad andare avanti con questi prezzi impazziti. I giovani agricoltori – spiega Scorrano – sono molto attenti alla qualità delle loro filiere produttive, ma senza interventi non risuciamo più ad andare avanti. Un’impresa contadina su quattro sta già riducendo la produzione, alcune stanno chiudendo a causa dell’impennata dei costi dell’energia, spinti dalla guerra in Ucraina che, purtroppo, sta provocando aumenti incontrollati anche su imballaggi, gasolio, concimi e molto altro”.

Un appello accorato quello del giovane delegato di Confindustria Abruzzo, che sottolinea quanto sia difficile se non impossibile tornare a lavorare una volta che si è chiuso i battenti.

E’ stata presentata inoltre l’analisi della Coldiretti su ‘La guerra sulle tavole degli italiani’ con un approfondimento sugli effetti della crisi energetica sulla filiera agroalimentare e le proposte della Coldiretti per la nuova legislatura.


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