Caro energia, Pietrucci sollecita Regione su attività sportive

"Siano tutte sostenute, senza discriminazioni o favoritismi", sostiene il consigliere dem

di Redazione | 23 Novembre 2022 @ 13:08 | POLITICA
Attività sportiva
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L’AQUILA – Come purtroppo avevo preconizzato e denunciato per tempo, il rischio che la Regione Abruzzo danneggi l’intero settore delle attività sportive si sta per concretizzare.

L’aumento folle delle bollette energetiche – dovute alla guerra in Ucraina e alla speculazione internazionale – sta provocando danni irreparabili alla vita delle persone, alle famiglie più fragili, alle attività economiche soprattutto delle piccole imprese.

In questo scenario pagano un prezzo altissimo, fino al rischio di chiudere o fallire, anche le società, le associazioni, le attività sportive che per funzionare soprattutto in inverno, hanno bisogno di energia per il riscaldamento, l’illuminazione, le attrezzature, gli spogliatoi.

Se la Regione si comportasse con equità e rispetto di tutti, non sarei costretto insieme a tanti – direi quasi tutti – i rappresentanti dello sport abruzzese a denunciare lo scandalo in atto.

È sinceramente incomprensibile il motivo per cui la regione Abruzzo sia disponibile ad erogare ben 1 milione e 100 mila euro per le piscine riconosciute Coni o Fin e nulla – zero euro per intenderci – per tutti gli altri sport. Perché?

Bisogna fare un favore a qualcuno e un gigantesco sfregio agli altri? Spero di no.

C’è un criterio che mi sfugge? Magari non mi sono accorto che il 90% della pratica sportiva in Abruzzo si svolge in piscina e dunque il nuoto (nemmeno tutto, però, e cioè solo le piscine affiliate a CONI e FIN) merita la totalità dei fondi recuperati?

Si pensa che il nuoto faccia meglio di altri sport alla salute, alla crescita, al benessere dei giovani e delle persone più di quanto altre attività sportive riescano a fare?

Che senso ha generare una discriminazione del genere?

Le mie – lo so – sono domande retoriche e provocatorie. Perché io sarò il più felice se le piscine verranno sostenute coi fondi della Regione. Ma devono esserlo al pari degli altri. Perché la cosa peggiore nei periodi di crisi è scatenare la guerra tra i poveri, generando inutili rivalità e gelosie.

La “competizione” leale e sportiva lasciamola agli atleti.

La politica assicuri equità e rispetto dei diritti e delle esigenze di tutti: se si è trovato oltre un milione di euro per le piscine se ne devono trovare altri quattro milioni per tutti gli sport, i campi, i tendoni, le palestre, i luoghi dove si pratica l’attività fisica.

I costi delle bollette che le associazioni sportive sostengono non possono ricadere sui bilanci familiari: altrimenti il rischio, anzi la certezza, è che le strutture chiudano o le famiglie scelgano di non far fare più sport ai figli. Tranne i ricchi che potranno permetterselo e che magari ringrazieranno Marsilio.


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