Caro energia, D’Alberto (Anci Abruzzo): “Copertura totale o sarà dissesto”

di Marianna Gianforte | 11 Ottobre 2022 @ 06:08 | ATTUALITA'
d'alberto
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L’AQUILA –  Il Governo intervenga subito sull’impatto che il rincaro dei costi dell’energia avrà sui bilanci dei Comuni. Altrimenti finiranno in default, in dissesto, in ginocchio. E’ il grido d’allarme lanciato dal presidente dell’Anci Abruzzo (l’associazione nazionale dei Comuni italiani) Gianguido D’Alberto, che è anche sindaco di Teramo, reduce da giorni di fuoco, incontri e direttivi anche con l’Upi (l’unione delle Provincie italiane) in una corsa contro il tempo che si può vincere soltanto facendo come il maratoneta lungimirante, che oltra ad avere gambe buone ha anche testa lucida per fare il passo giusto e arrivare all’obiettivo prima di piegarsi per la stanchezza. E il traguardo oltre cui non andare è, in questo caso, la fine di ottobre, quando le bollette di energia elettrica e gas di cittadini e imprese, sin qui raddoppiate o triplicate, aumenteranno in maniera incontrollata. Oltre ai cittadini, in difficoltà potrebbero finirci anche decine di piccoli Comuni. 

Misure insufficienti

“Le misure sinora adottate – spiega D’Alberto a Laquilablog – sono parziali e assolutamente insufficienti. Occorre una risposta all’altezza dell’aumento dei costi in proiezione a quanto stanno registrando i Comuni, che sono, in Abruzzo, per lo più piccoli paesi. Tramite il direttivo di giovedì 6 ottobre, che ha visto riunirsi l’Anci e l’Upi insieme (con la partecipazione anche del presidente dell’Upi Abruzzo Angelo Caruso, ndr), è stata avanzata la richiesta di una copertura integrale sui bilanci comunali dell’incremento dei costi da parte del Governo: occorre, lo ribadisco, la copertura integrale ed estesa, perché i Comuni non riusciranno a chiudere i bilanci consuntivi e c’è il rischio che non riusciranno a chiudere nemmeno i bilanci preventivi, questo vuol dire che non si riusciranno a programmare i servizi essenziali, a coprire i diritti dei cittadini. Perché a essere messi in pericolo sono i diritti delle persone a vivere una vita dignitosa, nel rispetto delle loro esigenze e desideri”.

Proroga dei tempi dell’approvazione dei bilanci

Ugualmente stringente è, per D’Alberto, che il Governo consenta una proroga dei tempi dell’approvazione dei bilanci comunali. “Andare in esercizio provvisorio quando ci sono difficoltà non legate a responsabilità dei Comuni – spiega il presidente dell’Anci regionale – mette a repentaglio diritti e servizi ai cittadini. Occorre coprire i costi integralmente per non mandare in default e mettere in ginocchio i Comuni, enti fondamentali, come è stato ribadito anche durante la pandemia dal presidente del Consiglio Mario Draghi: i Comuni sono l’anello istituzionale che tiene in vita il sistema, se crollano queste istituzioni viene meno l’intero sistema economico e sociale del Paese”.

A rischio anche le società partecipate

Non si tratta di salvare esclusivamente l’illuminazione pubblica, o i servizi sociali, o il lavoro degli uffici; a subire un contraccolpo gravissimo sia per i propri bilanci sia per l’impatto sulla vita quotidiana delle persone, sono le società partecipate. “Sono tanti i servizi essenziali forniti dalle partecipate, per lo più in house, pubbliche, che scontano l’aumento dei costi a loro volta riversati sulle bollette e sulla tenuta dei servizi: rifiuti, trasporti pubblici, acqua – precisa il presidente dell’Anci Abruzzo -. E ciò che ci preoccupa non poco è che sinora non si è mai posto a livello governativo il problema delle partecipate. Si deve pretendere di coprire i costi per evitare che le società debbano scaricare l’aumento dei costi sui cittadini. Il Governo deve bloccare questo circuito perverso e garantire la copertura economica, altrimenti vanno per aria le società. Occorre, insomma, una forte e determinata azione dall’alto”.

No ai distacchi

Non è pensabile, rimarca inoltre con forza D’Alberto, che le società erogatrici procedano con i distacchi delle utenze e con le morosità: “Ci sono persone in seria difficoltà, e altre ne arriveranno perché la situazione metterà in crisi anche economie domestiche o aziendali sinora solide. Ci sono decine di famiglie con disabili tenuti in vita da macchinari che devono continuare a essere alimentati perche tengono in vita delle persone. Le dimensioni del problema sono enormi.

“Sono due gli strumenti che hanno in mano il Governo uscente e il nuovo esecutivo: il decreto ‘Aiuti ter’ e la legge di bilancio che si sta scrivendo: sarà questo l’atto nel quale definire le coperture. Secondo un nostro calcolo – continua D’Alberto – la coperura che le norme hanno consentito sinora è del 30% (si tratta di un anticipo, ndr), e invece va coperto il 70%. Serve, in sostanza, oltre un miliardo di euro. Come sindaco, poi, dico che è molto doloroso ricevere tutti i giorni decine e decine di segnalazioni da parte di cittadini e di imprese che non ce la fanno più già in questi momenti: la situazione, se non si mette un freno immediatamente, non potrà che aggravarsi. Noi possiamo ridurre consumi; abbiamo adottato misure virtuose, adeguandoci al piano di risparmio del ministero, ma non possiamo interrompere la pubblica sicurezza e nemmeno il turismo, perchè molte delle nostre realtà vivono di presenze turstiche e non possiamo spegnere le città. Comportamenti visrtuosi sì, ma anche diritto dei commercianti e dei cittadini ad avere città attrattive, e diritto dei bambini a frequentare scuole riscaldate”.  


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