Caro energia, a rischio produzione pane artigianale

di Redazione | 16 Settembre 2022 @ 06:05 | ATTUALITA'
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L’AQUILA. L’aumento esponenziale delle utenze del gas e dell’energia elettrica sta ponendo a serio rischio la tenuta delle imprese del pane.

“Abbiamo non più di sessanta giorni davanti e – afferma il Presidente Nazionale Assipan Confcommercio Antonio Tassone – il rischio è che tra un paio di mesi il pane artigianale possa sparire dalle tavole degli italiani.

Le piccole e medie imprese di questo passo scompariranno lasciando spazio ai grandi operatori industriali”.

Assipan Confcommercio lancia l’allarme e chiede al Governo un adeguato e tempestivo credito d’imposta che compensi l’incremento del costo energetico, nonché un tetto massimo a questi costi, già applicato con successo in altri paesi europei come la Spagna e il Portogallo.

L’analisi dei bilanci delle imprese del settore della panificazione, infatti, relativamente al periodo pre- crisi evidenziava un impatto dei costi riconducibili alle materie prime energetiche (bollette della luce, bollette del gas, ecc.) pari mediamente al 5% circa del fatturato complessivo aziendale.

La situazione attuale disegna uno scenario che configura un balzo eclatante delle stesse voci di costo, mediamente quadruplicate per gli operatori del settore della panificazione. Il quadro che ne consegue rischia di produrre effetti devastanti sul comparto, prevalentemente per coloro che si appoggiano su un numero di addetti più corposo.

Le prime stime prudenziali degli effetti della crisi sul settore della panificazione, evidenziano che da qui alla metà del 2023, in assenza di aiuti concreti alle imprese e/o di interventi lineari e strutturali finalizzati a limitare l’impatto negativo della crisi energetica, si rischia di perdere fino a 1.350 imprese dell’intero settore della panificazione che potrebbero chiudere senza essere sostituite da nuove imprese, con una perdita di circa 5.300 posti di lavoro.

Assipan Confcommercio pertanto ritiene indispensabile l’immediato inserimento delle imprese della panificazione fra quelle energivore, alla luce soprattutto dell’impatto che tale voce di costo ha sul valore della produzione e, in linea generale, chiede di procedere alla revisione della fissazione dei prezzi del gas sul mercato TTF, ossia l’indice di borsa del gas sul mercato dei Paesi Bassi, dal quale sarebbe opportuno sganciarsi, e di valutare la possibilità di praticare prezzi del gas legati ai contratti di fornitura, cioè sulla base dei prezzi all’importazione che sono notevolmente più bassi di quelli del mercato TTF.

Inoltre, il contesto economico attuale richiede di riconsiderare l’attivazione della moratoria sui finanziamenti in essere per un periodo di almeno 12 mesi, cosi come avvenuto in piena emergenza pandemica.

Senza questi interventi immediati, il pane artigianale, bene primario per eccellenza, potrebbe presto mancare sulle tavole degli italiani.

Produzione a rischio anche nella Provincia Aquilana, soprattutto nei piccoli centri delle aree interne, dove le problematiche legate agli aumenti dei prezzi si amplificano, considerata la collocazione particolare, isolata, in cui numerosi panificatori si trovano ad operare come già evidenziato qualche tempo fa dal Presidente Assipan-Confcommercio della Provincia di L’Aquila, Lucio Marinangeli che aveva  raccolto il grido di aiuto dei colleghi di Castelvecchio Calvisio, Castel del Monte,  Ofena e  Capestrano (appartenenti, tra l’altro, alla Comunità Slow Food “Giovanni Cialone. Pane casereccio Aquilano di grani di montagna”).

Questi ultimi, in particolare, svolgendo la loro attività nell’ entroterra con una popolazione complessiva di 1.000 abitanti, rischiano di chiudere per sempre le loro attività.

 


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