Caro bollette, salasso per famiglie e città: nuova sfida per L’Aquila e le aree interne

Atteso per oggi il decreto del Consiglio dei Ministri per calmierare

di Alessio Ludovici | 23 Settembre 2021 @ 06:00 | ATTUALITA'
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L’AQUILA – Bollette. Sono circa 40mila i punti serviti dalla rete del gas a L’Aquila. L’aumento, fino al 40%, di gas ed elettricità produrrà effetti a cascata che rischiano di mandare in frantumi la ripresa post-pandemica. Il governo prepara un maxi intervento da 4 miliardi di euro per calmierare l’impatto e per la città dell’Aquila è l’ennesima prova da superare.

“Ci stanno chiamando in tanti in questi giorni, dopo l’annuncio degli aumenti, per chiedere informazioni o rappresentare la loro preoccupazione” spiega Mauro Scopano, amministratore di Aterno Gas&Power, una società che opera nel mercato libero del gas. 

I fornitori possono fare poco. Alle origini del rincaro, infatti, c’è soprattutto l’aumento del costo della materia prima, come già successo per acciaio e carburanti. A pesare, in parte, anche la crescita dei costi per l’acquisto dei certificati compensativi della Co2. Il governo sta lavorando a dei meccanismi di tutela del consumatore, domestico e non. 

“La leva su cui può intervenire il governo sono i costi di fiscali” spiega Scopano. E’ una delle componenti della nostra bolletta, i cosiddetti oneri di sistema che subirebbero quindi una sforbiciata e, stando alle ultime indiscrezioni, ci sarà anche un bonus per le famiglie più in difficoltà. In tutto si parla di 4 miliardi di intervento.

“Noi possiamo fare poco purtroppo ma intanto proviamo a venire incontro ai nostri clienti con offerte che permettano di spalmare nel tempo il costo del gas invernale, con una bolletta a rata fissa ad esempio”. L’inverno, questo è un altro dei problemi. L’aumento, infatti, è generalizzato e proporzionale al consumo. A pagare però le maggiori conseguenze saranno i luoghi più freddi. “All’Aquila mediamente si consumano 1200 mc di gas, sulla costa circa 800” puntualizza Scopano. 

A preoccupare è anche l’impatto complessivo sul paese e, quindi, anche sulla città dell’Aquila. Sono 40mila i punti del sistema di fornitura del riscaldamento in città, e poi c’è l’elettricità. Su una singola abitazione si stima un rincaro sulle bollette superiore ai mille euro annui. Moltiplicate per 40mila. Sono decine di milioni di euro che anziché finire ai nostri commercianti di beni e servizi andranno altrove.

Un salasso a cui andranno aggiunti gli effetti indiretti dovuti ai maggiori costi per industria, trasporti, esercenti. Uno stress ulteriore sul sistema produttivo e distributivo, con le normali ripercussioni sui prezzi al dettaglio e sulle tariffe, che rischia di abbattersi come una mannaia sulle aree interne del paese. 

 

 


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