Caro bollette, cittadini per l’ambiente: “Il Governo riduca l’uso del gas”

Il coordinamento no hub del gas di Sulmona: no a nuovi impianti di turbogas, stop al progetto di Metaenergia

di Redazione | 10 Febbraio 2022 @ 09:57 | ATTUALITA'
rincari elettricità
Print Friendly and PDF

SULMONA – Caro bollette? Il Governo deve ridurre in modo drastico l’uso del gas. A dirlo in una lunga lettera è il coordinamento “No hub del gas” dei comitati cittadini per l’ambiente. 

“Il Governo continua a stanziare ingenti risorse per contenere l’abnorme aumento delle bollette di gas e luce. Ma si tratta di provvedimenti tampone, essenzialmente a debito, i cui costi vengono caricati sulle spalle delle nuove generazioni. Si è deciso, peraltro, di colpire i maggiori profitti delle fonti energetiche rinnovabili mentre incredibilmente si lasciano intatti quelli delle grandi società del settore fossile (almeno 4 miliardi)! Per far fronte a questa situazione, che pesa enormemente su famiglie e imprese, occorrerebbe invece costituire un apposito fondo alimentato dai sussidi statali alle fonti fossili ( 19 miliardi l’anno), dagli extra utili delle società del fossile (gas, petrolio, carbone), nonché dai finanziamenti pubblici del “capacity market”. Quest’ultimo è un meccanismo di mercato in base al quale vengono finanziate dallo Stato nuovi e vecchi impianti destinati a produrre energia per il “bilanciamento” della rete elettrica, essendo le energie solare ed eolica per loro natura variabili. Tra i 48 progetti presentati per nuove centrali turbogas c’è anche quello che la società Metaenergia sta realizzando nel nucleo industriale di Sulmona (con una potenza di 99,2 Mwt, pari a quella della centrale Snam). Siamo decisamente contrari a questo nuovo impianto perché rappresenta una ulteriore pericolosa fonte di inquinamento per la Valle Peligna ma anche perché è un’opera inutile. Infatti, per assicurare la funzione del “bilanciamento” già esiste la soluzione del pompaggio idroelettrico, per il quale il nostro Paese ha una capacità inutilizzata di quasi 6 Gw.

Il nodo strutturale da sciogliere – continuano i citadini del coordinamento – se si vuole combattere davvero il caro bollette, è quello della eccessiva dipendenza del nostro sistema economico dal gas. Solo riducendo fortemente questa dipendenza e incrementando in maniera significativa le fonti rinnovabili il nostro Paese potrà conquistare una sostanziale indipendenza energetica e di conseguenza ridurre nettamente le bollette di gas e luce. Infatti, per quanto riguarda la bolletta del gas il costo della materia prima, cioè del metano, incide per il 60,5%, mentre per la bolletta elettrica l’incidenza del gas è del 45%. L’Italia importa il 95% del gas che consuma (76,2 miliardi di metri cubi nel 2021), e di questo il 40% proviene dalla Russia, al centro, insieme all’Ucraina, di una grave crisi internazionale nella quale proprio il gas gioca un ruolo di primo piano.

Il coordinamento “No hub del gas” sottolinea anche che “mentre nel mondo si sta sviluppando la trasformazione della mobilità verso la trazione elettrica l’Italia non ha ancora una strategia per la transizione del settore automotive, la cui crisi comincia ad avvertirsi pesantemente, come testimonia (dopo i casi della Gkn e della Bosch) l’annunciata riduzione dell’occupazione anche alla Marelli, che per ora sembra non toccare lo stabilimento di Sulmona.

Il governo Draghi e il ministro Cingolani, a livello europeo, sostengono l’insensata tesi che gas e nucleare sono fonti “verdi” e insistono nel realizzare nuove infrastrutture metanifere inutili e dannose come la “Linea Adriatica” e la centrale di compressione Snam di Sulmona. Capiranno mai che lo sviluppo delle fonti rinnovabili e la riduzione dei consumi sono la strada maestra per tagliare drasticamente le bollette energetiche e salvaguardare il clima del pianeta?


Print Friendly and PDF

TAGS