Caro-benzina, il Governo studia un’accisa mobile

Cingolani: "Non è possibile che il gas mi costi cinque volte di più se la materia è la stessa"

di Redazione | 17 Marzo 2022 @ 08:39 | ATTUALITA'
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ROMA – Caro benzina: il Governo starebbe valutando l’ipotesi di uno sconto su benzina e diesel di 15 centesimi al litro, e il ministro Transizione ecologica  Roberto Cingolani anticipa che potrebbe essere adottata una “accisa mobile” per contrastare i prezzi ai distributori.

Ieri in aula al Senato l’informativa del ministro proprio sui recenti ulteriori rincari del costo dell’energia e sulle misure del Governo per contrastarne gli effetti:

“Se per stoccare 10 miliardi di metri cubi di gas mi servivano 15 miliardi di euro un anno fa di questi tempi quando il gas era a un po’ meno di 30 centesimi al metro cubo, il costo mi avrebbe richiesto un anticipo di 3 miliardi. A parità di tutto non è giustificato che lo stoccaggio da 3 miliardi di anticipo arrivi a 15 miliardi, questa è stata la mia affermazione un po’ dura, forse non mi sono espresso con termini giuridicamente corretti, ma non è possibile che mi costi cinque volte di più se la materia è la stessa“.

Cingolani ha specificato che:

L’Italia dipende oggi per il 95 per cento dalle importazioni di gas: negli ultimi vent’anni ha diminuito la produzione nazionale e ha aumentato le importazioni dalla Russia che ammontano a circa il 40 per cento. Il sistema di approvvigionamento e trasporto è più resiliente, consta di cinque gasdotti e tre rigassificatori. Attualmente l’Europa continua ad acquistare gas dalla Russia e le forniture sono regolari; nell’immediato non ci sono problemi considerati i volumi stoccati e le condizioni climatiche. Per l’inverno prossimo potrebbero invece manifestarci criticità legate ai fabbisogni di stoccaggio e all’evoluzione del prezzo del gas che determina quello dell’elettricità. Sarebbe necessario diversificare le fonti di approvvigionamento e sono state già adottate misure per accelerare questo processo. L’aumento dei prezzi, legato a speculazioni finanziarie, è inaccettabile e impatta maggiormente i Paesi che hanno un mix energetico ridotto. Sono state adottate misure per incrementare la sicurezza energetica, fra cui la liberalizzazione degli impianti per le rinnovabili. Si potrebbe intervenire anche con misure di contenimento dei consumi e di efficientamento. Nel medio lungo periodo il problema della dipendenza dalla Russia sarà superato: sono già state avviate misure strutturali che devono essere in linea con un pacchetto europeo. L’Italia ha avanzato proposte alla Commissione europea, fra cui l’indicazione di un prezzo massimo europeo e il disaccoppiamento dei prezzi delle rinnovabili dal prezzo del gas. Per quanto riguarda l’andamento del prezzo del carburante, dovuto in parte alla diminuita disponibilità di diesel, c’è un accordo fra Usa ed Europa per aumentare le quantità immesse sul mercato; il Governo ha ipotizzato inoltre accise mobili.

 

“Sarebbe una grande notizia un price cap a livello europeo temporaneo sulle transazioni di gas naturale all’ingrosso e il disaccoppiamento dei prezzi di vendita dell’energia prodotta da tecnologie rinnovabili elettriche rispetto a quelli del parco termoelettrico, mediante opportuna revisione delle regole di market design”, ha affermato Cingolani, riferendo sul caro benzina a proposito di possibili misure per contenere l’incremento dei prezzi di energia elettrica e gas naturale.

Per contenere l’impatto sui consumatori finali, il Governo sta valutando l’ipotesi di praticare sui carburanti un’accisa mobile, ha detto Cingolani, spiegando che per il costo dei carburanti da autotrazione dall’inizio dell’anno, “c’è un problema di un incremento dei costi del Brent” e un problema del costo del gas e dell’energia che serve nelle raffinerie a trasformare “che impatta sul costo finale”. Il ministro ha aggiunto che c’è “una diminuzione della disponibilità del diesel” mentre non c’è alcun problema per la benzina.


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