Carnevale: i dolci tipici nei mercati di Pescara, Chieti e Teramo

di Redazione | 12 Febbraio 2021 @ 10:03 | EVENTI
Carnevale: i dolci tipici nei mercati di Pescara, Chieti e Teramo
Print Friendly and PDF

PESCARA – Una sfilata di dolci tipici nei mercati agricoli per il week end prima di Carnevale. Domani mattina 13 febbraio, nei mercati di Campagna Amica di Chieti (Via Arniense 12), Pescara (Via Paolucci) e Teramo (Via Roma 49) gli agricoltori di Coldiretti prepareranno una esposizione di frappe, cicirchiate, castagnole e ogni tipo di leccornia dolce carnascialesca. Un trionfo delle specialità più zuccherose d’Abruzzo per invitare i consumatori a preparare dolci a chilometro zero con materia prima interamente made in Italy seguendo i consigli dei cuochi contadini.  

“Preparare i dolci a casa permette di fare la differenza sul risultato finale grazie a una scelta accurata di ingredienti freschi e di qualità, a partire dalle uova e dal miele che – sottolinea Coldiretti Abruzzo – prodotti che possono essere acquistati anche nei mercati degli agricoltori di Campagna Amica dove si possono trovare le specialità delle feste della tradizione contadina i cui segreti sono stati tramandati da generazioni”. Principali protagonisti delle feste di Carnevale, che comunque quest’anno saranno in tono minore a causa dell’emergenza sanitaria, saranno le frappe, dolci diffusi in tutta Italia con appellativi e forme diverse.

“La leggenda racconta che la loro origine risalga – precisa la Coldiretti – ai tempi dell’antica Roma con il nome di “frictilia” ed erano realizzate con un impasto di farina e uova che veniva steso, tagliato e fritto nello strutto bollente e mangiato durante le feste, soprattutto nel periodo invernale. Il Carnevale – ricorda la Coldiretti – prende le mosse dalla tradizione della campagna, dove segnava il passaggio tra la stagione invernale e quella primaverile e l’inizio della semina nei campi che doveva essere festeggiata con dovizia. I banchetti carnevaleschi – conclude la Coldiretti – sono molto ricchi di portate perché, una volta in questo periodo si usava consumare tutti i prodotti della terra, non conservabili, in vista del digiuno quaresimale.


Print Friendly and PDF

TAGS