Carenza personale ASL 1, FP CGIL: “Unità operative al collasso, necessarie misure immediate”

di Redazione | 23 Maggio 2024 @ 17:28 | ATTUALITA'
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L’AQUILA – “La storica e cronica carenza di personale all’interno della ASL 1 Avezzano Sulmona L’Aquila e la oramai conclamata necessità di potenziamento di fabbisogno del personale, indispensabile per garantire in maniera adeguata l’erogazione di prestazioni sanitarie alla cittadinanza, continuano ad essere punti nodali ancora una volta sottovalutati (non da questa Organizzazione Sindacale) e irrisolti, che mettono a rischio il normale svolgimento delle attività, fino ad arrivare alla potenziale interruzione di pubblico servizio”. Così la FP CGIL Provincia dell’Aquila in un comunicato sulla carenza di personale alla Asl 1.

Che continua: “Ci ritroviamo, nostro malgrado, a dover constatare nuovamente che poco o nulla è stato appreso dalle evidenti criticità che la pandemia da Covid-19 ha crudamente portato alla luce, infatti, oggi più che mai, si rende imperativa l’adozione di misure correttive immediate che incrementino le unità lavorative di personale in forza.

Numerose UU.OO. e Servizi, rischiano il collasso a causa della cronica e lapalissiana carenza di personale che mette a dura prova chi, anche a costo di sacrifici personali, si impegna ogni giorno a garantire le prestazioni di cui tutta la cittadinanza necessita e di cui deve poter usufruire senza affanno.

A tal proposito abbiamo avuto modo di rilevare che, le unità lavorative fra tutti i ruoli e profili professionali è ancora drasticamente insufficiente a garantire l’erogazione dei servizi nel rispetto delle norme in tema di orario di lavoro, giusto inquadramento e rispetto delle prerogative contrattuali”.

“La ASL 1 sembra ignorare questo grido di aiuto, più volte attenzionato da questa Organizzazione Sindacale e, di contro, non sembra interessarsi minimamente a ciò che Le accade intorno; all’attivo esiste, ad esempio per la categoria infermieristica, una sola graduatoria di mobilità utilizzabile, che permetterebbe di poter immediatamente assumere personale formato e a tempo indeterminato, che però resta, di fatto, ancora inutilizzata, mentre per altre categorie professionali (sanitarie, socio sanitarie e tecniche), solo un paio di giorni fa, a distanza di un anno e mezzo dalla scadenza dei bandi di mobilità, sono state nominate le commissioni che dovranno valutare le domande pervenute; ci auguriamo che i tempi per l’elaborazione delle graduatorie e le relative assunzioni, abbiano una durata nettamente più breve”.

“Con l’assenza di graduatorie utili, sia a tempo determinato che indeterminato, la situazione non può che declinarsi in maniera assolutamente drammatica; solo per fare alcuni esempi, la U.O.C. di Cardiologia e UTIC del P.O. di Sulmona, a causa di assenze a vario titolo di diverse unità infermieristiche, rischia ogni giorno di implodere, causando le preoccupanti conseguenze che una Unità Operativa del genere non può assolutamente permettersi; come anche il Centro Trasfusionale del medesimo P.O. che vive, allo stesso modo, una condizione di assoluta precarietà che riguarda, in particolar modo, il personale Tecnico Sanitario di Laboratorio Biomedico, così come nell’U.O. di Reumatologia e degenza breve del P.O. dell’Aquila, la carenza di personale costringe le poche ed insufficienti unità lavorative in servizio a turni massacranti.

Queste condizioni riguardano tantissimi reparti, nei quali, pertanto, non vengono garantite le norme legislative e contrattuali in tema di orario di lavoro, riposi e dei recuperi psicofisici di cui necessita il personale per poter erogare il delicato e costituzionalmente garantito diritto alle cure”.

“Per quanto riguarda la figura professionale dei Tecnici Sanitari di Laboratorio Biomedico, questa si ritrova a prestare servizio in un numero assolutamente insufficiente che non solo vìola la normativa contrattuale in materia di pronte disponibilità (Art. 44 paragrafo 10), ma che non è nemmeno sufficiente a garantire sia lo svolgimento del servizio di emergenza/urgenza H24, sia la giusta fruizione dei diritti di lavoratrici e lavoratori. L’approssimarsi del periodo di ferie estive non fa altro che esacerbare questa condizione ed è arrivato il momento di trovare una risoluzione fattiva ed immediata a tutto quanto esposto, bisogna agire e anche in fretta.

Ulteriore considerazione riguarda l’adeguamento, nel piano del fabbisogno del personale, della figura degli Operatori Socio Sanitari che, ad oggi, non può garantire in tutti i reparti una assistenza H 24 a causa del limitato numero di unità in servizio e ciò nonostante ci sia la possibilità di utilizzo della graduatoria di concorso; l’assunzione massiva di detta figura professionale permetterebbe di risolvere, altresì, l’ormai annoso tema del demansionamento degli infermieri”.

“Riteniamo necessario che questa Azienda dia una concreta risposta a tutto quel personale che, nonostante tutto, con sacrificio e spirito di abnegazione, svolge comunque doverosamente il proprio lavoro, è giunto il tempo della concretezza e di adottare determinazioni urgenti che non potrebbero essere più imperative, al fine di garantire occupazione stabile e servizi di qualità per una sanità pubblica dignitosa ed universale, basta agli slogan da campagna elettorale!

La FP CGIL porrà in atto, pertanto, ogni utile iniziativa di lotta e protesta per rivendicare e tutelare i diritti e la salute del personale e della cittadinanza tutta, a supporto continuo e costante di tutte e tutti”, conclude la FP CGIL Provincia dell’Aquila.

IN AGGIORNAMENTO

La direzione Asl replica alle critiche sul fabbisogno del personale

In riferimento alle critiche rivolte dalla CGIL sul tema del fabbisogno del personale della ASL Avezzano Sulmona L’Aquila e riportate da alcuni organi di stampa, interviene la Direzione Aziendale con i dovuti chiarimenti.

“La posizione assunta dal sindacato della FP CGIL sul tema del personale rischia di assumere un connotato chiaramente strumentale e fazioso se si omette di riferire i dati inconfutabili e i risultati ottenuti di tutte le iniziative poste in essere dalla Direzione Strategica della ASL nel corso del suo mandato. Nel periodo dell’ultimo triennio che va dal 23/06/2021 al 24/05/2024 si è proceduto all’assunzione di personale per un numero complessivo di 1683 unità. Di questi 639 con contratto a tempo indeterminato, di cui 493 del comparto, 140 dirigenti sanitari e 6 del dipartimento tecnico e amministrativo. A questi numeri si aggiungono 465 stabilizzazioni di cui 415 del comparto, 48 dirigenti sanitari e 2 del dipartimento tecnico amministrativo. Ed ancora in aggiunta, 532 assunzioni a tempo determinato di cui 334 del comparto, 195 dirigenti sanitari e 3 del dipartimento tecnico amministrativo. Per non parlare, poi, di ulteriori 47 assunzioni tramite l’istituto del comando e di 43 concorsi di primariato, espletati, conclusi e contrattualizzati.

Per quanto concerne le altre procedure di reclutamento in corso, tramite mobilità, a cui fa riferimento il sindacato è bene chiarire che con delibera n 353 del febbraio di quest’anno è stata approvata la graduatoria relativa alla procedura di mobilità per collaboratore professionale infermiere ed è stata disposta la assunzione di 74 infermieri che potranno prendere servizio dal 1° giugno, subordinatamente alla data di decorrenza che dovrà essere definita dalle aziende sanitarie di appartenenza, come prescrive obbligatoriamente la normativa nazionale di riferimento. Per i restanti profili professionali, la Direzione Aziendale ha già provveduto con delibera 1129 del 15 maggio alla nomina delle rispettive commissioni e, pertanto, le procedure selettive richieste dalla normativa nazionale verranno concluse in tempi brevi secondo il calendario indicato dalle stesse commissioni.

Appare, quindi, di tutta evidenza che il riferimento della CGIL alla “storica e cronica carenza del personale” sia da riferire all’eredità di altre e precedenti scelte aziendali a cui l’attuale dirigenza ha saputo porre rimedio consentendo di coprire il differenziale tra la consistenza organica effettiva del passato e la funzionalizzazione ottimale del fabbisogno del personale, nei limiti del rispetto dei tetti di spesa e delle risorse assegnate dal livello regionale.”


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