Cardiologia, Avezzano: adottato sistema di supporto ventricolare in intervento salvavita

di Redazione | 08 Febbraio 2024 @ 11:16 | SALUTE E ALIMENTAZIONE
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AVEZZANO – Per la prima volta, all’ospedale di Avezzano, è stato impiantato un sistema di supporto ventricolare per un intervento salvavita su un paziente con grave insufficienza cardiaca. La procedura, chiamata Impella, è stata praticata durante un intervento di angioplastica coronarica, classificata ad alto rischio, dal dott. Enrico Occhiuzzi del servizio di Emodinamica, che opera all’interno del reparto di cardiologia, diretto dal prof. Francesco Vetta. L’introduzione ad Avezzano di nuovi trattamenti scaturisce da un percorso di accurata programmazione messo a punto dalla direzione aziendale che fa capo al Manager Ferdinando Romano.

Il ricorso alla nuova procedura, che conferma il nuovo corso in atto nella cardiologia di Avezzano, permetterà di operare pazienti affetti da grave cardiopatia senza doverli più trasferire in altri ospedali, com’è avvenuto finora. Un vantaggio che contribuirà a rendere più attrattivo l’ospedale e ad ampliare il ventaglio dell’assistenza dell’unità operativa, nell’ottica di un graduale potenziamento delle tecniche di cardiologia interventistica a beneficio della popolazione. L’introduzione del sistema di supporto ventricolare si aggiunge alle prestazioni già praticate dall’emodinamica, come il servizio H 24 per gli interventi salvavita di angioplastica primaria in corso di infarto acuto. Nell’ambito delle prestazioni della cardiologia c’è anche, per giovani pazienti con ictus, l’intervento per la chiusura percutanea del forame ovale pervio, un’anomalia congenita cardiaca costituita da un passaggio che collega l’atrio sinistro a quello destro.

Nella cardiologia dell’ospedale di Avezzano vengono attuate ogni anno circa 700 procedure di emodinamica di cui 400 si traducono in prestazioni di angioplastica.

Il reparto, in seguito all’impulso impresso negli ultimi mesi ai livelli di assistenza, è un riferimento non solo delle popolazioni di Marsica, Valle Peligna e Alto Sangro ma anche, in parte, di regioni limitrofe. 


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