Carceri Aquilani, Nardella: “Buone notizie dal fronte sanitario”

Ruggero Di Giovanni: "Test sierologici e tamponi dei baschi blu operanti nei penitenziari abruzzesi"

di Redazione | 24 Settembre 2020 @ 12:42 | ATTUALITA'
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L’AQUILA – “Giungono buone notizie dal fronte sanitario per ciò che concerne gli ambienti penitenziari di Sulmona ed Avezzano”. A dirlo è Mauro Nardella,  segretario generale territoriale UIL PA polizia penitenziaria, che aggiunge: “La UIL coglie con favore le iniziative intraprese, a seguito delle nostre richieste, dalle direzioni carcerarie di Sulmona ed Avezzano sul fronte dei test sierologici e tamponi ex covid. Il tutto è avvenuto dopo aver segnalato la necessità che si aveva di ripetere la diagnostica sugli operatori penitenziari in considerazione del delicato servizio svolto dal personale che operano negli istituti e volte a tutelare lo stesso personale e la comunità di entrambe gli istituti di pena dalle insidie del morbo del terzo millennio. Sarebbe in preparazione presso la Regione Abruzzo  – spiega Nardella – un programma di intervento di prevenzione a mezzo esecuzione di esami e/o test diagnostici per tutto il personale di polizia penitenziaria quanto meno degli istituti di Avezzano e Sulmona visto che la direzione della casa circondariale di L’Aquila pur essendo stata interpellata a riguardo non ancora ci ha dotato di una risposta anche se la Regione Abruzzo credo estenderà anche a quest’ultima lo stesso trattamento che riserverà a Sulmona ed Avezzano. Positive notizie giungono anche dal fronte del repartino penitenziario ospedaliero di Sulmona. Dopo che la UIL aveva chiesto la sospensione dei ricoveri per mancanza di idonea sicurezza nelle corsie extra repartino – spiega Nardella – è intervenuta la Direzione Sanitaria dell’ospedale di Sulmona che ha chiarito ed autorizzato, finalmente diremo, l’utilizzo del repartino stesso per i ricoveri sia urgenti che programmati riservati ai detenuti del carcere di massima sicurezza di Sulmona. La UIL PA polizia penitenziaria si dice quindi soddisfatta dell’attenzione prestata alle nostre richieste e ringrazia per la collaborazione ed i risultati conseguiti sia la ASL1 L’Aquila, Avezzano, Sulmona che le direzioni di Sulmona ed Avezzano”, conclude Nardella.

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“Lo avevamo più volte chiesto e sollecitato ed ora sembrerebbe arrivata la conferma. La Regione Abruzzo avrebbe accettato l’invito avanzato dalla UIL PA polizia penitenziaria Abruzzo circa la sottoposizione a test sierologici e tamponi dei baschi blu operanti nei penitenziari abruzzesi”. Ad affermarlo è il segretario generale della UIL PA polizia penitenziaria Abruzzo Ruggero Di Giovanni che aggiunge: ” Sarebbe in programma,infatti, una serie di interventi di prevenzione a mezzo esecuzione di esami e/o test diagnostici  che  riguarderebbe tutto il comparto degli operatori penitenziari. Questa decisione mette tutti d’accordo sul fatto che tenere sotto controllo la situazione di chi in carcere vi accede in virtù della propria professione è di fondamentale importanza per evitare che si accendano focolai in un ambiente estremamente delicato. Si eviterebbe così, come già accaduto in un penitenziario abruzzese,  che un detenuto risultato positivo al covid venga il giorno dopo inviato ai domiciliari senza per altro sottoporre a tampone i lavoratori che sono venuti a contatto con lo stesso. Così facendo, inoltre, si metterebbe fine ad una sperequazione di trattamento tra personale sanitario e il resto degli operatori penitenziari. Capita, infatti, che gli infermieri,  pur avendo a che fare con i detenuti per soli 10-15 minuti al giorno (e nemmeno tutti i giorni) lavorando a fianco a fianco con polizia penitenziaria, effettuano tamponi con una certa regolarità (in provincia di Chieti ogni 21 giorni) mentre i poliziotti una sola volta dall’inizio della pandemia. Ora – conclude-  sembra che qualcosa grazie alle continue richieste avanzate dalla UIL PA polizia penitenziaria abruzzese stia cambiando e, stante quanto sarebbe stato deciso in sede di Regione, anche per i baschi blu abruzzesi varrà la regola del controllo sanitario continuo”.
 

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