Carcere di Sulmona, Nardella: “Dopo il servizio di odontoiatria ora gli altri servizi”

di Redazione | 21 Aprile 2021 @ 16:19 | ATTUALITA'
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SULMONA  – “Poteva riverberarsi negativamente sull’economia sociale e professionale di tutto il carcere il ritardo delle prestazioni in odontoiatria accumulato per insufficiente numero di ore assegnato presso il penitenziario di massima sicurezza di Piazzale Vittime del Dovere di Sulmona”.

Lo dice Mauro Nardella, componente della Uil pubblica amministrazione Abruzzo e Cst Adriatica Gran Sasso.

“Per questo motivo nelle scorse settimane ho chiesto – aggiunge Nardella – un intervento immediato ai vertici della Sanità regionale per dirimere la questione. La risposta è puntualmente arrivata. A partire da oggi, 21 aprile, infatti, in attesa della predisposizione del nuovo piano aziendale che andrà a rivedere in positivo le ore assegnate allo specialista attualmente assegnato al carcere di piazzale Vittime del dovere, a rinforzare l’ambulatorio odontoiatrico interverrà (in aggiunta a quello attualmente operante) seppur temporaneamente, un altro dentista attualmente di ruolo negli istituti di l’Aquila e Avezzano. Voglio ringraziare tutti gli attori interessati dalla vertenza vale a dire l’assessore alla sanità della Regione Abruzzo Nicoletta Verì, il direttore generale ASL1 L’Aquila-Avezzano-Sulmona Roberto Testa, il responsabile Uosd Medicina Penitenziaria Fausto Frabotta e il Garante regionale dei diritti delle persone detenute o private della libertà personale Gianmarco Cifaldi”.

Nardella spiega poi che ora bisogna guardare avanti ed impegnarsi rinforzare l’area sanitaria e prevedere l’adeguamento di ore per gli specialisti appunto di odontoiatria e oculistica e degli organici di medici, infermieri in previsione dell’avvento di ulteriori 200 detenuti e che porteranno a circa 600 (ma è possibile che possano arrivare a regime anche a 700).

“Per quanto concerne gli Operatori Socio Sanitari dovrebbe essere rinnovato l’incarico almeno fino al 31 luglio 2021 data di scadenza dello stato di emergenza – dichiara ancora Nardella -. Tuttavia, come più volte già osservato proprio dalla UIL, sarebbe opportuno impegnarsi affinchè gli stessi OSS vedano strutturata la loro presenza negli istituti di pena in maniera fissa e continuativa. Solo così potremmo dirci fuori da ogni tipo di inconveniente”.


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