Carcere di Lanciano, protesta dei sindacati: “Manca personale”

di Redazione | 15 Febbraio 2021 @ 15:53 | ATTUALITA'
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LANCIANO – A seguito della richiesta di chiusura di almeno 3 sezioni nella casa Circondariale di Lanciano il cartello sindacale formato SAPPE—OSAPP—UILPA P.P.—USPP—FNS CISL—FP CGIL ha indetto una serie di giornate di protesta. La nota del  Segretario Generale Regionale UIL-PA Polizia Penitenziaria, Ruggero Di Giovanni. 
“Oltre ad aver confermato lo stato di agitazione ha indetto un’astensione dalla mensa ordinaria di servizio (MOS), al momento la manifestazione di protesta si svolgerà dal 15 al 20 febbraio – oggi abbiamo visto un ’adesione pari al 100% – ma i sindacati ed i lavoratori fanno sapere che sono già pronti a ricominciare dalla settimana successiva e per un periodo più lungo se le loro richieste non verranno ascoltate.
Le doglianze sono riferite ad una allarmante mancanza di personale che costringe i lavoratori a svolgere doppi turni e per di più con diverse postazioni scoperte.
Allo stato attuale non si riescono a garantire – prosegue il Segretario Gen. Regionale UILPA P.P. Di Giovanni Ruggero – ne i livelli minimi di sicurezza ne i diritti dei lavoratori, è di tutta evidenza che la problematica incide ed inciderà sempre di più anche sulla popolazione detenuta, infatti il lavoro svolto dalla Polizia Penitenziaria va ben oltre la mera sorveglianza ed un livello di personale così distante dalle reali necessità gestionali della Casa Circondariale di Lanciano potrà solo portare ad una progressiva diminuzione delle attività trattamentali svolte
nell’istituto. La struttura attualmente soffre i postumi del recentissimo focolaio COVID19, che vede ancora 1 detenuto positivo e 3 agenti in isolamento fiduciario – per fortuna tutti senza sintomi preoccupanti – ed è quindi, ora più che mai, necessario rivedere in maniera sostanziale l’organizzazione del lavoro, appunto chiudendo
alcuni settori dell’istituto o prevedendo un congruo invio di Poliziotti. Non è possibile che siano sempre i lavoratori a pagare per le scelte gestionali sbagliate di un’amministrazione sempre più distante dai suoi dipendenti.” 


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