Carabinieri per la tutela del Patrimonio Culturale L’Aquila, intervista al comandante Curreri

"Ogni cittadino deve fare la sua parte poiché ha il diritto e il dovere di tutelare il patrimonio nazionale."

di Laura Di Stefano | 17 Febbraio 2022 @ 06:00 | CULTURA
TUTELA PATRIMONIO CULTURALE
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L’AQUILA –  Il 3 maggio del 1969, precedendo di un anno la Convenzione UNESCO di Parigi, con cui si invitavano gli Stati Membri a istituire specifici servizi finalizzati alla protezione del patrimonio culturale nazionale, l’Italia fu la prima al mondo a costituire un organismo di controllo specifico ad impedire l’acquisizione di beni illecitamente esportati e favorire il recupero di quelli trafugati. Il traffico delle opere d’arte rubate è sul podio degli affari più redditizi nel mondo per le organizzazioni criminali, insieme al traffico di droga e di armi. Nel 2021, è stato inaugurato nel capoluogo abruzzese l’ultimo dei sedici nuclei carabinieri di tutela del patrimonio culturale operanti nel territorio nazionale, con competenza sulle regioni Abruzzo e Molise. Il nucleo nasce ufficialmente il 1° marzo 2021 e si insedia con una cerimonia di inaugurazione il 28 maggio dello stesso anno alla presenza del Ministro della Cultura e del Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri. Il comandante Cap. Manuel Curreri, nella seguente intervista presenta ai lettori di Laquilablog il lavoro svolto in questi mesi.

“Il Comando Carabinieri per la tutela del Patrimonio Culturale opera nel territorio nazionale in sinergia con tutte le componenti dell’Arma dei Carabinieri, con le altre forze di polizia e in collaborazione con gli uffici centrali e periferici del Ministero della Cultura assolvendo alle funzioni di tutela e salvaguardia mediante lo svolgimento di attività investigative specialistiche finalizzate ad individuare gli autori dei reati commessi in danno del patrimonio culturale e al recupero dei beni illecitamente sottratti anche all’estero; tra i compiti istituzionali vi è il monitoraggio dei siti archeologici terrestri e marini che avviene con la collaborazione degli altri reparti speciali dell’Arma, nuclei elicotteri e subacquei, con cui oltre a prevenire e reprimere scavi clandestini, reati in danno del paesaggio e danneggiamenti di monumenti e aree sottoposte a vincolo paesaggistico, si attua osservazione degli obiettivi d’interesse con esecuzione di rilievi video fotografici ai fini della ricerca con la collaborazione dei funzionari delle soprintendenze e di altri enti; importanti sono i controlli delle attività commerciali di settore antiquari mercati fiere e siti e-commerce nonché la verifica delle misure di sicurezza anticrimine nei musei, biblioteche e archivi; punto di forza del comando è la gestione della Banca Dati dei Beni Culturali illecitamente sottratti, con 8 milioni circa di oggetti censiti, dove confluiscono tutte le informazioni relative ai beni culturali asportati illecitamente con dati descrittivi e fotografici relative a quelli da ricercare. Il Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale ha inoltre ideato e sviluppato un’applicazione per smartphone “iTPC” disponibile e scaricabile in maniera gratuita dagli store, che offre la possibilità per il cittadino di consultare i Bollettini Nazionali delle ricerche, ossia pubblicazioni annuali realizzate dal Comando TPC contenenti le opere di maggior rilevanza trafugate nel tempo, valido strumento per contrastare il traffico illecito delle opere d’arte. L’applicazione permette anche una ricerca visuale che consente al cittadino di scegliere un’immagine e di riconoscere in tempo reale, pregevoli opere d’arte trafugate, attraverso la comparazione di immagini con quelle contenute in un apposito archivio informatico dedicato; di particolare importanza è la funzione che permette la creazione del documento opera d’arte (object ID una sorta di carta d’ identità del bene), che custodita dal proprietario consente un’esaustiva descrizione fotografica del bene culturale, fondamentale in caso di furto, in quanto consente al personale operante di disporre di elementi oggettivi per identificare il bene; una funzionalità dedicata alle informazioni dove sono raccolte le indicazioni per contattare i nuclei TPC in Italia e raggiungere le loro sedi geo localizzando quelle più vicine e una sezione dedicata ai consigli su cosa fare per chi ad esempio desidera acquistare un’opera d’arte evitando di incorrere in reati. Ogni anno, inoltre, viene pubblicata l’attività operativa del Comando TPC nel quale vengono elencate le attività eseguite durante l’anno e i recuperi effettuati dalle sue articolazioni e quest’anno per la prima volta ci sarà anche il resoconto del lavoro del nucleo dell’Aquila.”

La vulnerabilità dei beni aumenta a seguito di alcuni eventi drammatici, come ad esempio il terremoto, come agite in questi casi?
“Purtroppo gli eventi drammatici susseguitosi negli anni come il sisma del 2009 e quelli del 2016 2017 hanno colpito il patrimonio culturale in alcuni casi disperdendolo in maniera irreparabile. Tuttavia da quegli eventi si è anche imparato ad attuare un sistema organizzato di gestione dell’emergenza basato sulla tempestività dell’azione da svolgere in maniera coordinata dai diversi enti/istituzioni con compiti già predefiniti per la messa in sicurezza e soprattutto con l’individuazione preventiva per la tutela di beni culturali, di luoghi idonei per la custodia nel momento in cui l’originaria sede del bene non ne garantisca più la conservazione e tutela. Importantissimo è stato incrementare e sviluppare il censimento e l’inventariato a livello informatico di tutto quello che è da tutelare. Pensiamo ad esempio ai beni culturali d’interesse religioso che costituiscono un’enorme parte del patrimonio artistico del nostro Paese. In Abruzzo ma in tutta Italia le abbazie, i monasteri, le basiliche, le cattedrali, le chiese, testimoniano due millenni di storia del cristianesimo, nella gran parte dei quali la Chiesa è stata uno dei massimi committenti di arte e architettura, per non parlare della devozione popolare, anch’essa protagonista di una committenza privata che ha portato alla produzione di un ricchissimo patrimonio culturale. La salvaguardia di questi beni è fondamentale e legata al sentimento e all’identità religiosa di una comunità. Per questo grazie alla collaborazione tra il MiC, la CEI e l’Arma dei Carabinieri ci si è attivati in una catalogazione sempre più completa del patrimonio culturale ecclesiastico, che permette come nel caso di eventi calamitosi di sapere cosa c’era, cosa è andato perduto o cosa deve essere trovato.”

Ci elenca alcuni degli ultimi recuperi effettuati dal vostro Nucleo?
A Lanciano è stato recuperato un cratere canosino a volute e un piattello a vernice nera, i reperti sono stati localizzati nell’ambito del monitoraggio dei siti internet dedicati alla vendita on-line. Il cratere a volute decorato a tempera con nastri e motivi vegetali è databile al IV a.C. e la coppa in vernice nera su alto piede ad anello è risalente al III-II sec. a.C. Entrambi gli oggetti, provento di scavi clandestini, costituiscono con ogni probabilità parte del corredo funerario di un contesto sepolcrale apulo. I beni sono stati collocati nel Polo Museale “Santo Spirito” di Lanciano (CH), andando ad arricchire l’importante collezione archeologica esposta a fruizione dell’intera collettività.
Presso un mercatino dell’usato dell’Aquila, a seguito di una segnalazione, è stato recuperato un manoscritto risalente a fine ‘700 appartenente all’archivio parrocchiale della parrocchia di San Lorenzo Martire in Rotella (AP) della diocesi di San Benedetto del Tronto, Ripatransone Montalto Marche. Il volume risalente alla fine del 1700 e agli inizi del 1800 è un libro di revisione dei conti e per il suo contenuto ha un valore storico ed archivistico di somma importanza per la comunità di quel posto.

Ad Opi, invece, dove c’è anche un’area archeologica, a seguito di una perquisizione per droga, è stato possibile recuperare una olla quadriansata a piattelli di impasto, una bacinella in bronzo integra e frammenti di un’anforetta di impasto parzialmente ricomposti. I reperti tutti di natura archeologica e in quanto tali vincolati dal Codice dei Beni Culturali, sono di rilevante importanza storica e risalenti al VI Secolo a.C., provenienti da scavi clandestini compiuti nella zona di Opi e dell’Alto Sangro.

Siamo intervenuti anche nella chiesa della Santissima Annunziata di San Demetrio resa inagibile dal terremoto del 2009, insieme ai Vigili del Fuoco, al Segretariato Regionale MiC dell’Abruzzo, alla Sovrintendenza dell’Aquila e alla Arcidiocesi di L’Aquila , per salvare le opere all’interno della chiesa ormai ricoperta di guano, a seguito di numerose segnalazioni. Il lavoro sinergico tra i vari enti ha prodotto una risposta immediata, che ha successivamente consentito al Segretariato Regionale MiC Abruzzo di effettuare dei lavori che hanno permesso non solo l’eliminazione del guano ma anche la messa in sicurezza nella chiesa affinché fossero chiuse tutte le aperture in attesa del restauro.
Fondamentali sono le indicazioni e la collaborazione dei privati cittadini che grazie alla loro conservazione della memoria storica dei luoghi, devono collaborare con noi, per segnalare le mancanze e i ritrovamenti.
Presso la piana di Campo Felice un bambino ad esempio ha trovato delle pietre che in realtà si sono rilevate essere delle punte di frecce di età preistorica, grazie alla lungimiranza e sensibilità della famiglia, queste sono state consegnate a noi e hanno permesso alla Soprintendenza di confermare la periodizzazione e continuare delle ricerche archeologiche sul posto. Il ritrovamento fortuito di beni culturali, ovvero di quelle cose che presentano un interesse artistico, storico, archeologico o etnoantropologico, e la successiva denuncia entro 24 ore al Soprintendente o al Sindaco o all’Autorità di pubblica sicurezza, deve rappresentare una consuetudine, tra la popolazione, in ragione di una crescente sensibilità pubblica sulla tutela del patrimonio culturale. Ogni cittadino deve fare la sua parte poiché ha il diritto e il dovere di tutelare il patrimonio nazionale. Non è vero che se qualcosa non è nostro non ci riguarda, perché questo patrimonio rappresenta la nostra identità, la nostra storia ma anche il nostro futuro.”

Il ruolo della cultura del nostro paese è sempre più centrale, da poco infatti si è predisposto il disegno di legge per ratificare e inasprire le pene sui reati sui beni culturali nota come “Convenzione di Nicosia”.
“Sì lo scopo della convenzione ha come obiettivo l’armonizzazione dei reati contro i beni culturali per tutti gli stati membri e combattere il traffico illecito dei beni culturali e la distruzione di monumenti e siti archeologici. La ratifica oltre a una maggiore collaborazione in campo internazionale permetterà di facilitare la conclusione anche dell’iter del disegno di legge in corso sull’inasprimento delle pene esistenti e l’inserimento di nuovi reati contro il patrimonio culturale. Il mercato delle opere d’arte è esattamente il terzo mercato illegale al mondo, dopo quello delle armi e della droga. La previsione di figure nuove di reato con pene più severe permetteranno di avere strumenti investigativi più forti.”

Qual è la formazione che ottengono i Carabinieri per entrare nel Nucleo?
“Per far parte del Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale è necessario essere preventivamente arruolato nell’Arma. I carabinieri già con una consolidata esperienza di polizia giudiziaria maturata negli anni, partecipano a una interpellanza interna con esami, tra cui vengono individuati e selezionati i migliori. Quest’ultimi seguiranno poi un corso di formazione specifico per l’approfondimento della conoscenza dell’arte e della legislazione in merito con i più alti funzionari del Ministero della Cultura e delle Soprintendenze, effettuando degli ulteriori esami finali. Si tratta di personale che animato da profonda motivazione, unisce in sé le competenze investigative a quelle delle materie specifiche dei beni culturali. ”

Ringraziando il comandante Curreri, ci teniamo a comunicare di seguito tutti i contatti del Nucleo per eventuali segnalazioni:
Sede: Via Agnifili, 24, L’Aquila tel. 086227092 – fax. 08626282 mail: tpcaqnu@carabinieri.it pec:saq45043@pec.carabinieri.it


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