Capestrano, i “Capestrangers” la scelgono per viverci

Il mercato immobiliare non ha subito crisi, ogni quindici si vende una proprietà

di Matilde Albani | 05 Giugno 2022 @ 06:52 | AMBIENTE
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CAPESTRANO  – Sarà perchè a metà strada tra L’Aquila e Pescara,  per le acque limpide del Tirino da cui prende il nome la valle, per il clima mite, per il Festival Internazionale del Cinema e per i diversi artisti europei che l’hanno scelta per viverci, Capestrano è diventato un luogo molto ricercato

Il mercato immobiliare qui, non ha subito crisi. Ogni quindici giorni infatti, si vende una proprietà. Stabilmente ormai vivono a Capestrano, Kai Lange, artista tedesco che ha comprato una casa del ‘400, gli americani Francesca e Antony Sherbondy dal Florida, Charles Thompson e Marti Carnes, Jan e Phil Perello dal Texas, i giovanissimi James Krenisky e Miranda Sponeman dal Colorado, Elizabeth Tomasetti e Aaron Grey da Broklyn, Chris Dahlgren jazzista da New York e sua moglie, l’indiana Nayana Bath danzatrice; gli inglesi Brenda Andrew, James Elston e sua moglie Debbie, Ian Clark, Sue Smith e il marito, Pamela Sparrow e il suo compagno, dalla Polonia una nutrita comunità ad iniziare da Mirek Gooreczny e lo stuolo dei suoi amici che pian piano si stanno aggiungendo, dal Belgio Gunther Vandeven e dal Canada Kevin Skelton, dall’Olanda lo scrittore Raoul De Jong,  ma anche dalla Romania e dall’Albania, dalla Macedonia Nessi e Silver Bislimi e familiari, Fulvio che ha rilevato il Ristorante “Il Castello” nella piazza principale.

I capestranesi da sempre hanno accolto benevolmente chi, per motivi diversi, ha deciso di vivere qui e farne il suo buon retiro. Questa mescolanza di gente proveniente da tutto il mondo, ha dato vita al termine dei “Capestrangers”, una persona un po’ stranger ma anche un po’ capestranese, per chi lo ha scelto come luogo del cuore. Il termine è stato coniato dal direttore artistico di Strano Film festival, Gianluca Fratantonio anche lui grande frequentatore della Valle e di Capestrano.

Non mancano però gli italiani come Maria Giovanna Migliorati che ha inaugurato nel 2018 l’enoteca Vin Noir oggi diventato bistrot dai piatti della tradizione locale rivisitati dalla creatività dello chef Attilio Spinosa, Deborah D’Alfonso che ha aperto una braceria nella piazza in cui domina il Castello dei Piccolomini, da Roma Letizia Perticarini e Nicola Capriati per una scelta di vita all’insegna della tranquillità, Marco Fantoni, artista del cinema e più di recente Maurizio D’Atri, operatore di ripresa, una coppia dalla Puglia che ha aperto una pucceria, i coniugi Massimo e Giuseppina Pamio da Chieti che hanno dato vita alla “Casa d’Autore” una casa museo dove sono in mostra foto, testi, dipinti d’autore e che offre ospitalità gratuita ad artisti e scrittori, la famiglia Senatore che ha inaugurato una casa d’epoca adibita ad ospitalità, Piero Pantalone da Pescara che ha realizzato un agri-campeggio.

Ma ci sono anche gli autoctoni che hanno creduto nelle potenzialità di Capestrano e hanno investito nel loro paese di origine dando vita alle tante attività come centri estetici, parrucchieria, panifici, alimentari, gelateria artigianale, falegnameria, porte e finestre, tabaccai, palestra, camping e imprenditori del vino come la famiglia Pasetti.

Il 18 giugno, una di questi, Simonetta Caruso, inaugurerà uno spazio che dedica ai capestranesi e capestrangers la convinzione che la pace e l’armonia,  unite all’arte, siano le uniche possibilità per una convivenza amorevole e civile tra i popoli.  Ritornata a Capestrano dopo anni di lontananza, ha dato vita ad una struttura ricettiva ecologica divenuta negli anni meta di viaggiatori provenienti da ogni angolo del mondo. “E’ da anni che coltivo il sogno che questo posto possa diventare un luogo attrattore di artisti, pensatori e poeti – spiega Simonetta, fotografa e copywriter – . Un sogno che è ormai diventato realtà!”


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