Cantiere del Duomo, le ditte vorrebbero gli atti di gara. I progettisti i soldi

di Alessio Ludovici | 03 Dicembre 2022 @ 06:00 | ATTUALITA'
Papa Francesco accompagnato dalla dottoressa Zalabra all'interno del Duomo
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L’AQUILA – Berta filava ancora quando è cominciato l’iter del progetto di ricostruzione del Duomo. Un iter che ora potrebbe rintopparsi per ricorsi e contenziosi. E dire che almeno la questione dei fondi sembra superata se è vero, come ha riferito il quotidiano Il Centro attraverso le parole del direttore dei lavori architetto del Mic Augusto Ciciotti, sono sopraggiunte proprio in questi giorni certezze sul finanziamento del secondo stralcio. Altri 18 milioni e spicci in arrivo con il Piano di Sviluppo e Coesione del Mic che andranno ad aggiungersi ai 18 di una delibera Cipe del 2016.

Ad aggiudicarsi l’appalto, come noto, è stata la Cobar Spa – Costruzioni Barozzi di Altamura che in centro ha anche l’appalto del primo lotto del cosiddetto Quarto Cantone.
Stazione appaltante è proprio il Segretariato Regionale MiC per l’Abruzzo guidato da Federica Zalabra dallo scorso marzo, arrivata proprio per districare la matassa della ricostruzione pubblica di competenza del ministero.

I problemi

Sulla firma dei contratti del Duomo aleggia l’ombra dei ricorsi. Lo scrive sempre Il Centro che fa riferimento ad alcune richieste di accessi agli atti giunte al Segretariato, preludio di eventuali ricorsi. Gli accessi agli atti effettivamente sono arrivati: si chiedono verbali delle sedute riservate e ogni documentazione utile per capire i provvedimenti di aggiudicazione, fatte salve le clausole di riservatezza che lo stesso Mic avrebbe richiesto alle ditte prima di poter garantire il sacrosanto diritto all’accesso.

Ma i problemi arrivano anche dal versante dei tecnici progettisti che sono stati costretti ad avviare un’azione legale contro il Ministero. Il motivo è più semplice: ancora non vengono pagati per un iter progettuale e amministrativo lunghissimo e complesso. Il Ministero dei Beni Culturali se da una parte si vanta di sbloccare altri fondi per la ricostruzione del Duomo dall’altra costringe i tecnici a fargli causa per la liquidazione delle parcelle.

Molti i proclami che hanno riguardato la ricostruzione del Duomo di L’Aquila dal 2009 ad oggi, una vicenda che va avanti da una dozzina d’anni e che nasconde l’ennesima impasse amministrativa dopo che, a seguito dell’entrata in vigore della legge 125 del 2015, la ricostruzione è stata presa in carico dal Ministero dei Beni Culturali.
Il progetto già presentato nel 2013 all’allora Soprintendenza per i Beni Culturali e Paesaggistici di L’Aquila, è stato sottoposto ad un istruttoria durata fino a marzo 2022 che ha costretto il gruppo dei tecnici a rimodulare il progetto in continuazione, a seguito dell’aggravarsi dello stato di conservazione del monumento, dei continui aggiornamenti normativi e degli avvicendamenti dei vari funzionari degli enti di competenza. Un lavoro immane che si è concluso con l’approvazione del progetto da parte del Segretariato Regionale Abruzzo (decreto 29 del 26 aprile 2022) e che a fronte della Convenzione stipulata con il Consorzio “Aggregato S. Emidio n° 961” doveva essere liquidato entro 30 giorni dal decreto di approvazione.

E’ il caso di dire “oltre al danno la beffa!” Infatti, dopo tutto l’impegno profuso dal punto di vista tecnico-operativo per l’ottenimento del Decreto di approvazione del progetto, i tecnici non solo non sono stati liquidati per le spettanze dovute, ma si sono dovuti scontrare con l’ennesimo ostacolo burocratico: la mancanza di fondi! Da qui l’azione legale nei confronti del Ministero dei Beni Culturali, che da quanto si apprende, non è in grado ancora di fornire rassicurazioni sulla liquidazione delle spettanze maturate dai tecnici.

Nel frattempo però sono state avviate le procedure di affidamento dei lavori, che dovrebbero iniziare a primavera, ma si preannunciano ricorsi al TAR che insieme alla causa dei tecnici potrebbero complicare tutto. 


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