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Canili privati in Abruzzo, le associazioni denunciano criticità: “Servono più controlli”

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Il Coordinamento delle associazioni di volontariato animalista abruzzesi (CAVAA) ha portato all’attenzione della Commissione di Vigilanza della Regione, nella seduta del 12 marzo 2026, una denuncia sulla gestione dei canili privati in Abruzzo, segnalando criticità e presunti illeciti amministrativi.

L’AQUILA – Il Coordinamento delle associazioni di volontariato animalista abruzzesi (CAVAA) ha portato all’attenzione della Commissione di Vigilanza della Regione, nella seduta del 12 marzo 2026, una denuncia sulla gestione dei canili privati in Abruzzo, segnalando criticità e presunti illeciti amministrativi.

Nel corso dell’audizione la presidente Rosita Rossi ha evidenziato come la questione non riguardi soltanto l’aspetto etico, ma anche quello economico. Le limitazioni agli ingressi nelle strutture, secondo il Coordinamento, ridurrebbero infatti le possibilità di adozione.

«Le limitazioni imposte agli ingressi riducono i percorsi di adozione, togliendo di fatto il sacrosanto diritto di ogni cane di avere l’opportunità di essere adottato», ha sottolineato Rossi, parlando anche di possibili ricadute economiche per i Comuni che sostengono i costi di mantenimento degli animali nei canili.

Il CAVAA richiama inoltre il decreto del Ministero della Salute del 14 febbraio 2025, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 7 luglio 2025 (n.155), che stabilisce i criteri per la gestione delle strutture di ricovero per animali e rinvia al Manuale di gestione dei canili rifugio redatto dall’Istituto zooprofilattico sperimentale.

Nel capitolo dedicato alle adozioni si legge che «gli orari di apertura al pubblico siano tali da far sì che i visitatori dispongano di lunghi tempi di accesso soprattutto durante i giorni festivi: il canile deve essere il luogo nel quale le famiglie possono recarsi per conoscere gli animali e sviluppare in tutta tranquillità la loro scelta di adozione».

Secondo il Coordinamento, questa indicazione non sarebbe rispettata in diverse strutture private, dove gli orari di apertura al pubblico sarebbero «ridicoli e limitanti», rendendo più difficile l’incontro tra animali e potenziali adottanti.

Durante l’audizione è stato inoltre richiamato il tema dell’emendamento Verrecchia, approvato dal Consiglio regionale il 18 novembre 2025, che secondo il CAVAA avrebbe ulteriormente ridotto le possibilità di ingresso nei canili, con effetti peggiorativi già segnalati dalle associazioni.

Il Coordinamento ha presentato anche alcuni dati elaborati dalle associazioni abruzzesi, in particolare dalla Lida di Ortona, sulla base del Sistema informativo nazionale degli animali da compagnia, che raccoglie le informazioni sulle strutture di ricovero presenti sul territorio.

Dallo studio emergerebbe che la provincia dell’Aquila ospiterebbe il 41,5% dei cani presenti nei canili dell’intero Abruzzo. Nel periodo 2006–2024 il tasso di mortalità nei canili aquilani arriverebbe inoltre a sfiorare 1.500 casi ogni 100 mila abitanti, contro circa 100 a Pescara, 200 a Teramo e 500 a Chieti.

Per il Coordinamento si tratta di un’anomalia che richiede verifiche immediate sulle cause, sulle modalità di gestione e sui sistemi di controllo e tracciabilità.

Il CAVAA richiama quindi le responsabilità dei sindaci e chiede interventi urgenti: controlli sulle convenzioni e sulle prassi di gestione delle strutture, verifiche sugli eventuali ostruzionismi segnalati, pubblicazione di dati trasparenti su ingressi, adozioni, decessi, tempi medi di permanenza e costi sostenuti dai Comuni.

Tra le richieste avanzate dal Coordinamento figurano inoltre l’attivazione di un ospedale veterinario H24 in Abruzzo, oggi assente – secondo quanto segnalato – anche per la mancata definizione di una convenzione strutturata tra Università e ASL, e una maggiore trasparenza nella gestione dei fondi pubblici destinati al sistema dei canili.