Cani e gatti, no all’Iva al 22% su alimenti e cure: la richiesta delle associazioni

di Redazione | 26 Agosto 2020 @ 17:38 | ATTUALITA'
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ROMA – Un appello nazionale in occasione della Giornata mondiale del Cane che si celebra il 26 agosto. Lo hanno Assalco, l’Associazione nazionale tra le Imprese per l’alimentazione e la cura degli animali da compagnia e le associazioni del settore che riuniscono Medici Veterinari e Imprese dell’alimentazione animale e dei farmaci veterinari (Anmvi, Fnovi, Simevep, Enpav, Aisa, Ascofarve e Assalzoo) hanno inviato a Governo e Parlamento una lettera per ribadire l’urgenza di una revisione dell’aliquota fiscale.. Secondo l’ultimo rapporto Assalco- Zoomarkt sugli animali d’affezione, il  40% delle famiglie italiane vive con un cane e o un gatto, spesso con più di uno. Gli animali domestici sono la compagnia di anziani che vivono di pensioni modeste, oppure di famiglie con bambini diversamente abili per i quali il cane è importante ai fini della socializzazione. Il carico fiscale che deriva dalla cura degli animali li rende, per alcuni un lusso insostenibile, soprattutto adesso, che la pandemia ha ulteriormente ridotto le capacità di spesa di molte famiglie.
Gli alimenti per questi animali d’affezione e le prestazioni veterinarie sono gravati da un’aliquota Iva al 22%, al pari di un bene di lusso. In Germania, in considerazione della quotidianità d’utilizzo e del ruolo degli animali d’affezione in società, l’aliquota Iva sugli alimenti per cani e gatti è al 7%. Le famiglie italiane quindi sopportano un’Iva pari a più di 3 volte quella delle famiglie tedesche.

 

 


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