Campotosto, il paese che resiste tra inchieste e ricostruzione ferma

di Marianna Gianforte | 27 Giugno 2022 @ 06:05 | ATTUALITA'
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CAMPOTOSTO – “Campotosto scalda il tuo cuore”, recita il telo di stoffa quasi consunto steso sulle lamiere di un cantiere della zona rossa all’ingresso del paese. La piazza centrale pullula di persone, come tutte le domeniche d’estate, nonostante sia l’unico luogo vivo in mezzo al nulla di un paese distrutto dal terremoto. Anzi, dai terremoti: prima quello del 2009, poi quello del 2017 seguito da una drammatica nevicata; infine il terremoto giudiziario che ha mandato in esilio per oltre sei mesi il sindaco Ercole Di Girolami e l’ex sindaco (e oggi consigliere comunale) Luigi Cannavicci, un ‘confino’ scattato per effetto dalla legge Severino che ha determinato il divieto di dimora per i due amministratori e terminato soltanto il 9 giugno, quando Di Girolami ha potuto riprendere il suo posto. Lo attende l’udienza del 6 luglio davanti al giudice per le indagini preliminari. “Non sono stato rinviato a giudizio”, ci tiene a precisare con la voce ben impostata e sicura che lo contraddistingue, ma provato da un allontanamento dal territorio “che manco a un mafioso viene riservato”. L’inchiesta è quella che lo vede indagato insieme a Cannavicci per un caso si abuso d’ufficio; con loro è coinvolto anche l’ex vicesegretario Antonio Preite, già funzionario tecnico della provincia di Rieti chiamato a lavorare nel Comune di Campotosto quando era sindaco Cannavicci; un’assunzione ritenuta illegittima dalla magistratura, in quantoper Preite esisteva una causa d’inconferabilità e ritenuto, dunque, incompatibile. Per sei mesi a reggere la baraccha con l’esigua Giunta comunale è stata la vicesindaca Gaetana D’Alessio.

Campotosto che resiste per la quinta estate di seguito costellato di distruzione, perchè la ricostruzione è completamente (o quasi) ferma e anche i 72 abitanti rimasti a presidio del territorio non se la passano tanto bene. Lunghe settimane senza sindaco; da cinque anni senza vigile urbano; da altrettanti senza municipio e con un segretario a metà, mentre alcuni uffici sono aperti soltanto pochi giorni a settimana ed è difficile persino ottenere una carta d’identità. Un paese che combatte, senza dubbio.

A tenere duro, come eroi greci arroccati a difesa delle città sotto assedio, sono innanzitutto i commercianti, che accolgono i turisti e gli avventori come possono, nelle loro strutture provvisorie della piazza centrale: il negozio dei generi alimentari, il bar, il ristorante e la farmacia, sulla stessa piazza in cui non c’è più, invece, il municipio, abbattutto per i danni imponenti causati dalla scossa del 2017, e di cui resta soltanto una traccia con l’ufficio sisma. 

Poco più il là, il laboratorio tessile di Assunta Perilli, un luogo non solo di arte e di tradizione, ma anche una sorta di ‘focolare’ per chi si sente smarrio in quella valle di lacrime. Perché di arrabbiature, a Campotosto, ce ne sono ancora tante da sopportare. Innanzitutto lo spopolamento: gli abitanti erano il doppio cinque anni, fuggiti letteralmente dal paese, ospitati per lo più negli alloggi del progetto Case dell’Aquila. Ora  non ne vogliono sapere di tornare, “anche perché – spiega Paolo seduto in siesta all’esterno della bottega – le casette per l’emergenza, le Sae, sono state consegnate nell’autunno scorso e chi si è radicato fuori con tutta la famiglia difficilmente non vuole cambiare vita”. 

Ci mancava l’esponente politico dell’Aquila a dare un colpo basso al paese. E’ proprio Assunta a denunciarlo sulla sua pagina Facebook:

“Qualche giorno fa si è fermato davanti alla mia bottega, ho ascoltato con le mie orecchie questa persona invitare due turisti a non fermarsi a Campotosto, ma a scegliere L’Aquila per passare la loro giornata”.

Da far attorcigliare lo stomaco, insomma, soprattutto perchè i turisti, per Campotosto, sono come pane. E forse umiliante, perché a pronunciare quelle parole è stata una persona che per cinque anni ha ricoperto un ruolo importante dal punto di vista istituzionale nel capoluogo di regione. “Mi capita di sentire – scrive Assunta su facebook – un politichetto aquilano che alla domanda di un turista su dove prendere un panino a Campotosto, ha risposto: ‘prendi la macchina, fatti 36 km, arrivi all’Aquila completamente ricostruita, visiti la basilica di Collemaggio e le 99 Cannelle e, dammi retta, passerai una giornata indimenticabile’. Per tutta risposta i turisti hanno preferito il lago”. Certo, ascoltare parole simili da un esponente politico di una città capofila della ‘Carta dell’Aquila‘ (‘…cerniera tra grandi agglomerati, fin troppo sovraccarichi, e microrealtà che, invece, soffrono di spopolamento per carenza di servizi e infrastrutture…’) lascia molto su cui riflettere.

“Per fortuna ci sono i turisti – dice Assunta – che non fanno mai mancare la loro presenza per tutto l’anno. Certo, soltanto nei weekend, ma comunque il flusso è continuo nonostante l’abbandono e la distruzione del terremoto. Perché il lago è meraviglioso, la montagna anche, noi siamo accoglienti e qui si può pescare, godersi il lago e percorrere i tanti sentieri e camminamenti tenuti perfettamente. La rete sentieristica gestita dal Cai di Amatrice e, da un po’ di tempo, anche dal Cai di Teramo e manutenuta anche da noi cittadini, è impeccabile. E’ la nostra salvezza e spesso trovi più escursionisti che persone lungo il lago. Si parte ad aprile con il ‘Cammino delle Terremutate’, il ‘Cammino dei Parchi’ e quest’anno anche l’avvio del ‘Sentiero Italia’ con le tracce del Cai che passano tutti qui”.

E poi la non ricostruzione: “Per fortuna che c’è stato l’intervento del commissario Giovanni Legnini“, ricorda Assunta. Il commissario straordinario per il cratere sismico del Centro Italia, infatti, nel luglio del 2021 ha approvato un’ordinanza speciale per la ricostruzione di Campotosto, in base alla quale alla Regione Abruzzo, e in particolare all’Ufficio speciale della ricostruzione, è stato affidato il ruolo di soggetto attuatore per cinque interventi di ricostruzione pubblica che riguarderà in modo particolare sono stati individuati alcuni interventi urgenti: il recupero della sede del Comune, dell’ex ‘ospedaletto’, i sottoservizi e la pavimentazione (per 13 milioni di euro).

Intanto, però, un altro grande problema è la mancanza di controlli, in una sorta di anarchia totale. Intorno al lago i furti nelle automobilio parcheggiate dai pescatori e dagli avventori sono continui, mentre le strade che portano al lago e al paese (la statale 80 verso il passo delle Capannelle, e poi la provinciale) sono invase da fastidiosissime e rumorosissime moto, che fanno il bello e il cattivo tempo e rendono invivibile e pericoloso il paese durante tutto il periodo estivo.


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