Per reddito e merito, ma il campus Campomizzi rischia di chiudere: “Inaccettabile”

di Alessio Ludovici | 02 Febbraio 2022 @ 06:15 | ATTUALITA'
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L’AQUILA – Da soluzione emergenziale, fortemente voluta dall’allora prefetto Franco Gabrielli per favorire la ripresa degli studi in città, alla possibile chiusura, senza altre soluzioni. E’ questo il rischio, sempre più palpabile, dell’unica residenza dell’Adsu in città. “Il 31 luglio 2022 – scrive l’Unione degli Universitari dell’Aquila – potrebbe essere l’ultimo giorno in cui L’Aquila avrà una residenza pubblica per studenti universitari. Infatti, secondo il protocollo d’Intesa elaborato tra Ministero della Difesa, Regione Abruzzo e comune dell’Aquila il 5 febbraio del 2023, la caserma Campomizzi – oggi sede della più grande residenza pubblica d’Abruzzo e unica residenza universitaria pubblica dell’Aquila – dovrà essere restituita alla Difesa. Oltre al danno anche la beffa, visto che la data del 5 febbraio 2023 cade a metà dell’anno accademico e sarebbe impensabile cacciare fuori gli studenti nel pieno delle attività didattiche: ecco perché, se rimanesse tutto fermo, la restituzione della struttura potrebbe essere anticipata al 31 luglio 2022, data ormai vicina.”

L’esercito non ha mai fatto mistero di voler rientrare in possesso delle palazzine della Campomizzi utilizzate dapprima per gli sfollati e poi per gli studenti universitari. Ma nel frattempo l’Adsu non ha ricostruito la propria.  La sede futura, futuribile, è ancora al centro del risiko della ricostruzione pubblica con l’Adsu che dovrebbe andare su viale Duca degli Abruzzi al posto della Carducci che invece migrerebbe a Collemaggio. 

“La Residenza di Campomizzi – ricordano gli studenti è, al momento, l’unica residenza universitaria e pubblica a L’Aquila a cui si accede tramite criteri di reddito e di merito“. Al Collegio di Merito Ferrante d’Aragona, finanziato dai fondi del terremoto e ancora in fase di implementazione, si accede con i soli criteri di merito. La chiusura quindi della Residenza Adsu andrebbe chiaramente a detrimento del Diritto allo Studio in città.

“Arrivare alla chiusura della residenza significherebbe lasciare 360 studenti e studentesse (attualmente 160 a causa delle restrizioni Covid19) senza un posto in cui vivere, penalizzando il proseguimento dei propri studi a L’Aquila. Infatti, il capoluogo accoglie un grande numero di studenti e studentesse provenienti da altre città o da altre regioni, quindi non avere una residenza equivale a negare l’accesso al diritto allo studio a molti studenti e studentesse privi di mezzi.”

Ad oggi non è ancora pronta nessuna alternativa, né lo sarà per febbraio 2023. “L’unico atto politico di ascolto alle nostre istanze – spiegano gli studenti – è arrivato il 30 novembre 2021, quando la V commissione del Consiglio Regionale ha votato un ordine del giorno in cui il presidente Marsilio e l’assessore Quaresimale venivano impegnati ad intraprendere ogni azione per garantire la permanenza degli studenti nella residenza universitaria.”

Come UDU chiediamo che, rispetto all’accordo tra Regione Abruzzo e Ministero della Difesa, venga garantita una proroga per un tempo sufficiente a cercare una soluzione e che la Campomizzi venga lasciata solo nel momento in cui sia effettivamente pronta un’altra sistemazione.


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