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Campo Imperatore, rabbia degli operatori: “Stagione inaccettabile, serve responsabilità”

Campo Imperatore, rabbia degli operatori: “Stagione inaccettabile, serve responsabilità”
Alcuni operatori turistici e sportivi di Campo Imperatore rompono il silenzio e affidano a una dura nota la loro denuncia, chiedendo un cambio di passo nella gestione della stazione sciistica del Gran Sasso.

L’AQUILA – Una stagione definita senza mezzi termini “inaccettabile”, segnata da disservizi, chiusure improvvise e mancanza di programmazione. Alcuni operatori turistici e sportivi di Campo Imperatore rompono il silenzio e affidano a una dura nota la loro denuncia, chiedendo un cambio di passo nella gestione della stazione sciistica del Gran Sasso.

“È ormai giunto il momento di parlare con chiarezza e denunciare pubblicamente quanto accaduto presso la stazione sciistica di Campo Imperatore. Non è più possibile rimanere in silenzio di fronte a quanto verificatosi nel corso dell’intera stagione invernale. Oggi si è toccato il punto più basso”. scrivono in una nota.

“La stazione è rimasta ancora una volta chiusa senza alcun tipo di giustificazione. Anche nella giornata precedente gli impianti sono rimasti fermi, allontanando centinaia di turisti giunti per una giornata di sci in condizioni meteorologiche favorevoli. A una prima comunicazione di chiusura è seguita una riapertura alle ore 11:00, quando ormai gran parte dell’utenza aveva già abbandonato il comprensorio, compromettendo irrimediabilmente l’intera giornata. Questo episodio rappresenta soltanto l’ultimo di una lunga serie di disservizi”.

Spiegano gli operatori come la stagione, nonostante condizioni naturali favorevoli, non sia mai realmente decollata.

“La stagione, iniziata nel mese di dicembre, è stata caratterizzata da condizioni nivometeorologiche eccezionali: Campo Imperatore ha registrato uno dei livelli di innevamento più elevati in Europa. Pur riconoscendo che in alcuni periodi le condizioni meteo avverse abbiano reso necessarie chiusure temporanee, i tempi di ripristino del servizio sono risultati sistematicamente incompatibili con una gestione efficiente. Le riattivazioni si sono spesso protratte per intere giornate, configurando una criticità grave e reiterata. Non è più accettabile assistere a una conduzione così inefficiente”.

Nel mirino finiscono anche le ricadute economiche e professionali su tutto il comparto. “Si richiede il pieno riconoscimento dei diritti dei maestri e degli allenatori di sci liberi professionisti, gravemente penalizzati da una gestione che ha reso impossibile la programmazione e lo svolgimento delle attività. Allo stesso modo risultano fortemente danneggiati albergatori, noleggiatori e tutti gli operatori turistici, costretti a operare in una condizione di assoluta incertezza”.

Un sistema che, secondo la denuncia, ha funzionato solo a metà.

“La stazione è rimasta parzialmente operativa per oltre il 50% delle giornate sciabili. Considerata la presenza di soli due impianti, la chiusura anche di uno solo equivale a una riduzione del 50% dell’offerta: una condizione tecnicamente e operativamente inaccettabile. Si rileva inoltre che gli impianti sono entrati in esercizio con ritardi in oltre il 70% delle giornate utili, a conferma di una gestione non adeguata agli standard minimi richiesti”.

Particolarmente pesanti le criticità sul fronte sportivo e formativo.

“Particolarmente grave è stata l’assenza, per gran parte della stagione, di piste omologate per l’allenamento. L’omologazione è intervenuta soltanto dopo la metà del mese di marzo, compromettendo in modo irreversibile l’attività sportiva programmata. La pista “Aquila Bianca”, destinata agli allenamenti, non è mai stata resa operativa né adeguatamente battuta, a causa della mancata installazione dei dispositivi di sicurezza necessari, disponibili soltanto a stagione ormai conclusa”.

Non meno dura la critica alla comunicazione.

“Ulteriore elemento di criticità è rappresentato dalla comunicazione istituzionale e digitale, risultata sistematicamente carente sotto il profilo della trasparenza e dell’affidabilità. Le informazioni diffuse sono state spesso ambigue, incomplete o non corrispondenti allo stato reale del servizio”.

E ancora, evidenziano gli operatori, emergono problemi strutturali nella gestione. “L’apertura posticipata alle ore 11:00, in assenza di comprovate motivazioni tecniche, evidenzia criticità organizzative riconducibili a inefficienza gestionale e a una carenza strutturale di personale. Tale carenza ha prodotto effetti rilevanti anche sul piano economico, in particolare per gli utenti in possesso di abbonamenti stagionali, che non hanno potuto usufruire dei servizi acquistati”.

Infine, l’affondo sulla sicurezza e sulle condizioni operative. “Nel corso della stagione si è inoltre riscontrata una gestione inadeguata dei mezzi battipista, frequentemente non operativi, con conseguente impiego del personale in condizioni operative critiche e, in alcuni casi, non pienamente sicure. Le piste non sono state mantenute in condizioni idonee, compromettendo gravemente l’attività didattica”.

Infine l’appello. “Non è più il tempo delle giustificazioni. È il momento delle responsabilità. O si dimostra di essere in grado di gestire un’infrastruttura strategica come quella del Gran Sasso, oppure è necessario lasciare spazio a chi è in grado di farlo con competenza, serietà e rispetto per il territorio e per tutti gli operatori coinvolti”.